Il cheratocono e le nuove terapie conservative

Il cheratocono e le nuove terapie conservative
Oculistica 4.0: le nuove frontiere con Germano Genitti, diversi argomenti affrontati che avranno l’obiettivo di conoscere le più avanzate scoperte del settore.

L’AQUILA – Oculistica 4.0: le nuove frontiere con Germano Genitti, diversi argomenti affrontati che avranno l’obiettivo di conoscere le più avanzate scoperte del settore. Si arricchisce dunque l’offerta della nostra redazione per quanto concerne i vari ambiti scientifici e medici. Il percorso verrà tracciato dalla professionalità del Dott. Germano Genitti, professionista molto conosciuto in città, figura di riferimento nel panorama dell’oftalmologia italiana, nonché Direttore della Banca degli Occhi dell’Aquila, un centro di eccellenza per i trapianti di cornea e membrane amniotiche in Abruzzo e Molise. Come già accennato nella presentazione degli approfondimenti, la rubrica si propone di avvicinare il grande pubblico alle prospettive future in oculistica, attraverso un linguaggio accessibile a tutti ed un approccio diretto. Oggi proviamo ad approfondire la patologia del cheratocono e le sue particolarità.

Dr. Genitti, spieghiamo che cos’è il cheratocono.

Il cheratocono è una patologia cronica degenerativa che insorge principalmente in età pediatrica con un picco di incidenza intorno alla pubertà (14-16 anni) ed un andamento progressivo fino all’età adulta (30-40) età nella quale si arresta la patologia.

Quali sono le conseguenze del Cheratocono?

Il Cheratocono determina una riduzione della vista difficilmente correggibile con occhiali tradizionali.

Rispetto a questa patologia, quali sono le cure?

Nel ventaglio delle soluzioni visive e/o delle terapie abbiamo:

– nei casi lievi, occhiali e lenti a contatto morbide toriche, semirigide gas permeabili, mini-sclerali o sclerali

– nei casi moderati si opta per il cross-linking che è una tecnica che ci permette di bloccare la progressione della patologia.

– nei casi più gravi, in cui non si è fatta prevenzione con trattamenti conservativi (in particolare il cross-linking) il trattamento sarà il trapianto di cornea.

Nell’ambito degli interventi, la tecnologia offre possibilità significative?

Ai nostri giorni, grazie all’avvento della tecnologia laser, nei casi moderati-evoluti, si può effettuare un rimodellamento corneale (t-Prk; t-Ptk) grazie al raytracing che va a impostare un piano di ablazione personalizzato della cornea in modo da poter effettuare un trattamento refrattivo (tipo laser per la miopia) anche su una cornea affetta da cheratocono. Tutto ciò consente il recupero di una parte del difetto visivo, non correggibile con occhiali tradizionali, permettendo di recuperare svariati decimi preziosi di vista.