Tagliacozzo si stringe attorno al Volto Santo: il Cardinale Petrocchi, prossimo elettore al Conclave, guida la solenne Benedizione
Tagliacozzo (L’Aquila) – In un clima di intensa emozione, la Città di Tagliacozzo ha celebrato la sua festa più identitaria: la Solennità del Volto Santo e della Municipalità. Una ricorrenza antichissima, che intreccia il sacro e il civile in un cerimoniale unico, capace ancora oggi di coinvolgere l’intera comunità, riscoprendo radici secolari e sentimenti autentici.
Il fulcro della festa, che si svolge tradizionalmente il sabato e la domenica dopo Pasqua, è la venerazione del Volto Santo: un dipinto ad olio del XVII secolo, raffigurante il Cristo sofferente, donato all’antica Università della città da un Principe di Casa Colonna, duca di Tagliacozzo. Alla donazione furono annessi anche alcuni beni immobili, i cui proventi sono destinati tuttora a sostenere le spese per l’annuale celebrazione, a testimonianza di un patto tra la Municipalità e il sacro che il tempo non ha scalfito.
Questo venerato dipinto, custodito da secoli dalle Monache Benedettine nel Monastero dei Santi Cosma e Damiano, reca sul retro due iscrizioni: una del XVIII secolo che attesta il contatto diretto con il Volto Santo conservato nella Basilica Vaticana, e una del 1896 che ricorda il restauro ad opera del prosindaco Giuseppe Valentini.
Quest’anno, il programma – sebbene ridimensionato in sobrietà a causa del lutto nazionale per la morte del Santo Padre – ha mantenuto intatto il suo cuore più profondo.
Sabato 26 aprile, nella chiesa madre dei Santi Cosma e Damiano, il Sindaco Vincenzo Giovagnorio, accompagnato dalla Giunta e dal Consiglio Comunale, è stato accolto dal Parroco e introdotto nel presbiterio, dove ha ricevuto dalle mani della Badessa delle Monache Benedettine, Suor Donatella Di Marzio, la Sacra Effigie, esposta alla venerazione dei fedeli.
Nel suo messaggio ai concittadini, il Sindaco Giovagnorio ha voluto ribadire il significato profondo di questa ricorrenza:
«Oggi è la grande festa della Municipalità, la festa del Volto Santo… la festa di tutti noi! La nostra identità e il nostro vivere civile passano attraverso il rispetto delle tradizioni, nel saper essere accoglienti ed ospitali, attraverso la pacatezza nel giudizio e la generosità nella lode… l’uno con l’altro. “Benedire” significa appunto: dire bene… Bando ai rancori e ai personalismi, quindi, bando alle lotte tra fazioni: ritroviamo il senso di comunità e facciamo tesoro della saggezza tramandataci dai nostri avi, nella prospettiva di un futuro di benessere e di serenità. Buona Festa della Benedizione a tutti! …E buon 200º anniversario alla nostra Fontana dell’Obelisco!».
Domenica 27 aprile è stato il giorno culminante della solennità, scandito da un programma denso di emozioni: alle 8.00, i colpi scuri e il suono dei sacri bronzi delle chiese hanno dato il primo annuncio alla Città; alle 8.30, la Santa Messa nella Chiesa Madre ha aperto le celebrazioni religiose. A seguire, la passeggiata musicale del Complesso bandistico “Città di Tagliacozzo” e il matinée dell’Orchestra di fiati della Città di Conversano “G. Ligonzio” hanno allietato le piazze principali con marce e sinfonie solenni.
Alle 10.30, la Chiesa Madre ha accolto il solenne Pontificale presieduto da Sua Eminenza Reverendissima il Cardinale Giuseppe Petrocchi, Presbitero di San Giovanni Battista dei Fiorentini e Arcivescovo emerito dell’Aquila. Un’assemblea imponente di autorità civili, militari e religiose, sindaci di comuni abruzzesi e laziali, ha reso omaggio alla sacralità del momento. La celebrazione è stata animata dalle corali riunite della città.
Alle 11.30, la solenne processione ha portato il Volto Santo nella storica Piazza dell’Obelisco. Dal balcone parato a festa, il Cardinale Petrocchi ha pronunciato l’omelia rivolta al popolo e ha impartito la Benedizione solenne con il Sacro Quadro. In quell’istante, come da tradizione, gli zampilli della fontana – quest’anno celebrata per il suo bicentenario – hanno schizzato alte colonne d’acqua verso il cielo, mentre i bambini innalzavano al cielo uova pasquali e dolcetti tipici, e la piazza esplodeva in un tripudio di campane e musica.
La Festa della Benedizione si conferma così, ancora una volta, non solo una solenne manifestazione di fede, ma anche il suggello di un’identità civica che affonda le sue radici nei secoli, proiettandosi verso il futuro sotto il segno della speranza, della concordia e della memoria.









