Il Cardinale Petrocchi a Sant’Elia per la Domenica delle Palme

Celebrazione della Domenica della Passione del Signore in tempo di Covid-19

di don Daniele Pinton | 25 Marzo 2021 @ 18:23 | CREDERE OGGI
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L’AQUILA – Il 28 marzo 2021, la Chiesa celebra la domenica che precede Pasqua e ricorda l’ingresso di Gesù a Gerusalemme. In questo giorno, che viene indicato dalla liturgia anche della Passione del Signore,  inizia la Settimana Santa.

Il Cardinale Arcivescovo Giuseppe Petrocchi, presiederà alle ore 11;30 la S. Messa, nella Chiesa parrocchiale di San Lorenzo in Sant’Elia, che sarà concelebrata dal parroco, il Can. Manfredi Gelsomino. Inoltre, nel rispetto delle indicazioni vigenti in ambito di prevenzione dal covid-19,  in tutte le chiese dell’Arcidiocesi di L’Aquila, le sante messe saranno celebrate nell’orario festivo. L’Ufficio Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi, raccomanda ai sacerdoti e ai fedeli, di attenersi alle indicazioni diffuse nei giorni scorsi dall’Ufficio Liturgico diocesano:

La commemorazione dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme sia celebrata con la seconda forma prevista dal Messale Romano. Si evitino assembramenti dei fedeli. I ministri e i fedeli tengano nelle mani il ramo d’ulivo o di palma portato con sé. Relativamente ai rami di ulivo, si raccomanda ai sacerdoti di avvisare per tempo i fedeli che dovranno portare loro stessi i rami d’ulivo che verranno benedetti. In nessun modo ci sia consegna o scambio di ramoscelli da mano in mano. Le parrocchie potranno provvedere alla distribuzione di rami d’ulivo o di palme, confezionati in bustine di plastica, rispettando le norme anti-Covid19. Sarà cura delle singole comunità trovare il modo e il luogo più opportuno per operare queste consegne, senza creare assembramenti e nel rispetto delle norme di igienizzazione. Dove si ritiene opportuno si utilizzi la terza forma del Messale Romano.

Con questa liturgia che apre solennemente la Settimana Santa, si ricorda il trionfale ingresso di Gesù a Gerusalemme, presente in tutti e quattro i vangeli. Questo “saluto” ricorda la tradizionale ricorrenza ebraica di Sukkot (festa delle capanne), in cui in processione al tempio di Gerusalemme i fedeli salivano portando un mazzetto intrecciato di palme, salice e mirto, come simbolo di fede da sventolare, innalzando preghiere al cielo. Gesù si presenta in sella a un’asina, in segno di mitezza e umiltà e le genti lo acclamano riconoscendolo come Salvatore, gridando “Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nell’alto dei cieli!”.

I Vangeli narrano che Gesù arrivato con i discepoli a Betfage, vicino Gerusalemme (era la sera del sabato), mandò due di loro nel villaggio a prelevare un’asina legata con un puledro e condurli da lui; se qualcuno avesse obiettato, avrebbero dovuto dire che il Signore ne aveva bisogno, ma sarebbero stati rimandati subito. Dice il Vangelo di Matteo (21, 1-11) che questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato annunziato dal profeta Zaccaria (9, 9) «Dite alla figlia di Sion; Ecco il tuo re viene a te mite, seduto su un’asina, con un puledro figlio di bestia da soma». I discepoli fecero quanto richiesto e condotti i due animali, la mattina dopo li coprirono con dei mantelli e Gesù vi si pose a sedere avviandosi a Gerusalemme. Qui la folla numerosissima, radunata dalle voci dell’arrivo del Messia, stese a terra i mantelli, mentre altri tagliavano rami dagli alberi di ulivo e di palma, abbondanti nella regione, e agitandoli festosamente rendevano onore a Gesù esclamando «Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nell’alto dei cieli!».

Questa celebrazione di inizio della Settimana Santa, proprio in questo tempo segnato ancora dalla pandemia, celebrato in presenza nel rispetto delle norme governative per la tutela della salute dei fedeli, potrà essere un momento di forte comunione e di graduale ripresa. Anche l’ulivo, che verrà distribuito in piccoli rami o in sacchetti confezionati con attenzione per la tutela contro il covid-19, rinnoverà l’usanza di riportare a casa i rametti di ulivo benedetti, per distribuirli tra le persone care, come gesto di pace e affetto.


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