Giovedì 2 gennaio 2020 alle ore 17:00, in occasione della festa liturgica di S. Basilio, il Card. Giuseppe Petrocchi, presiederà una celebrazione eucaristica presso il Monastero di S. Basilio in L’Aquila, per condividere con la comunità monastica delle monache benedettine celestine il giorno di festa in onore del patrono del monastero.

La presenza delle monache di clausura nella nostra città è da considerarsi per la chiesa locale un dono grande, fatto di preghiera quotidiana che nel silenzio della clausura da un fattivo contributo e sostegno a tutte le attività pastorali della chiesa aquilana.

Nella festa del monastero di San Basilio, bisogna cogliere l’invito ad interessarsi dei monasteri e a pregare per chi li anima. Un’occasione per supportare la missione silenziosa e orante delle Claustrali. In un’epoca in cui sembra vigere quella che il Cardinale Robert Sarah – prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti – ha definito “dittatura del rumore”, l’uomo contemporaneo fatica sempre di più a comprendere chi decide di abbracciare la vita claustrale. Eppure, è proprio in tempi come gli attuali che cresce il bisogno di testimonianze di donazione totale a Cristo come quella che sono in grado di offrire le monache di clausura. Infatti, non c’è nessuno che riesce ad avvicinarsi a Dio più di chi sceglie una vita di preghiera; più si è vicini a Lui, più si è utili agli altri’.

La nostra diocesi ha il dono di avere ben tre monasteri di clausura, di cui due nel cuore della città, San Basilio con le monache celestine, sant’Amico con le monache agostiniane e uno a Paganica con la comunità delle monache clarisse della beata Antonia.

‘La storia della comunità monastica di San Basilio, legata alla storia della nostra città, passa da secoli e secoli di preghiera, contemplazione, gioia e sofferenza di donne innamorate di Dio, che lo hanno seguito sulle orme di San Pietro Celestino’. Le nove monache di S. Basilio di cui cinque monache potremmo definirle storiche e 4 monache giovani, guidate dalla madre badessa, Suor Margherita Santarelli, sono le eredi spirituali della regola monastica di papa Celestino V, fondatore dei monaci celestini, che ha donato alla Chiesa Universale la Perdonanza Celestiniana, da poche settimane ufficialmente iscritta nella Lista Rappresentativa del patrimonio Culturale immateriale dell’Unesco.

Il primo monastero di S. Basilio in L’Aquila, che ancora oggi sorge tra la fontana luminosa e la facoltà di lettere e filosofia dell’Università degli Studi dell’Aquila, risale al 1321. Durante il terremoto dl 1703, fu distrutto e in seguito ricostruito come un vero e proprio palazzo dalle maestranze di Pescocostanzo, con l’attribuzione della progettazione delle facciate a Donato Rocco Cicchi.

Nel 2009, a seguito del sisma che ha colpito la città dell’Aquila, il monastero e la Chiesa abbaziale di S. Basilio sono stati gravemente danneggiati e da allora, pur essendo ripartiti i lunghi lavori di ricostruzione, la comunità delle monache benedettine celestine ancora oggi vive all’interno di strutture provvisorie in una situazione di grande disagio e povertà.

Queste monache, ‘che hanno scritto una parte della loro storia personale tra le mura di San Basilio’, sono da considerarsi come perle preziose della nostra comunità ecclesiale e la presenza del Cardinale Arcivescovo nel giorno della loro festa, mostra una sua particolare e paterna predilezione verso di loro e richiama la chiesa dell’Aquila a riscoprire il senso profondo della particolare consacrazione a Dio, nel ritirarsi dal mondo per sostenere con la propria vita orante la Chiesa.

In attesa di questo giorno di festa, scopriamo la figura di San Basilio scelto nel 1321 come patrono e protettore di questo antico monastero celestiniano. San Basilio è ancora oggi ritenuto uno dei più grandi dottori Orientali della Chiesa. Monaco a 28 anni, riformò il monachesimo perché non si estraniasse dal mondo ma vi esercitasse un vitale influsso cristiano; san Benedetto si richiama alla sua paternità. Riformò il culto liturgico e consigliò la comunione quotidiana. Fonda una vera «città» per i poveri, con ospedali, scuole, opifici, manifatture; e fonda in tutte le chiese dipendenti da lui degli ospizi per ogni necessità. Le sue omelie e i trattati di teologia ne fanno uno dei quattro grandi dottori della Chiesa orientale. Viene a lui attribuita una delle più conosciute e importanti anafore orientali, detta appunto anafora di S. Basilio. Attualmente si fa uso di questa anafora nel calendario della chiesa dell’oriente cristiano la vigilia di Natale, il 1° gennaio nella festa di S. Basilio, la vigilia dell’Epifania, cinque domeniche di Quaresima, il Giovedì Santo e il Sabato Santo.

Questa figura tanto cara al monachesimo orientale e occidentale, scelta come modello per la fondazione di un monastero celestiniano all’Aquila, sia occasione di vicinanza a tutte quelle donne che vivono sotto la protezione di S. Basilio nel rispetto della regola monastica di S. Celestino V.

don Daniele Pinton

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