Il calcio tra branding territoriale e geopolitica

di Alessio Ludovici | 01 Giugno 2024 @ 06:00 | SPORT
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L’AQUILA – Un mondo glocale, da un lato i grandi club ormai internazionali come il Barcellona o il Manchester United, dall’altro le piccole realtà che anche attraverso il calcio possono raccontare e promuovere il proprio territorio, come sta facendo il Como per citare uno degli esempi più recenti e come potrebbe fare L’Aquila il cui “modello” comincia ad essere conosciuto in tutto il mondo.

Se ne è parlato ieri proprio nel capoluogo abruzzese, presso lo Sport Hub del Corso dove si trova lo store dei rossoblu, in occasione della presentazione del libro “Calcio, politica e potere”. Coorganizzata insieme al Rotary L’Aquila e moderata dal giornalista Andrea Fusco, all’iniziativa hanno partecipato i tre autori, il politologo Narcís Pallarès-Domènech, il giornalista Alessio Postiglione e l’analista Valerio Mancini, aquilano e brand ambassador del club rossoblu. “Uno strumento”, così lo ha definito Francesco Ghirelli, presidente onorario del club aquilano, per capire come cambia il calcio nel mondo e come il mondo cambia il calcio. Tanti i temi sul tappeto, dal fenomeno saudita, vero competitor del calcio europeo, agli interessi geopolitici che ruotano intorno al calcio in Asia o in altre parti del mondo. E poi le prospettive del calcio europeo e aquilano nei nuovi scenari con L’Aquila 1927 che può diventare, secondo gli autori, un veicolo fortissimo di promozione del territorio proprio grazie alla sua rinnovata identità e passione delle persone. Le interviste a Goffredo Juchich, amministratore della società aquilana, e agli autori.


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