“Il Borghista”, la nuova vetrina sul web dei Piccoli Borghi: 11 i comuni abruzzesi in mostra

di Cristina D'Armi | 05 Marzo 2021 @ 06:40 | UTILI
Navelli_laquila
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L’AQUILA – Il Borghista. Con la diffusione del coronavirus e le annesse restrizioni che essa ha comportato, anche il turismo è cambiato. Alle grandi città caotiche i turisti hanno preferito riscoprire i seimila piccoli comuni che in Italia rappresentano il 69,5% del totale dei comuni italiani con quasi 10 milioni di abitanti. I Borghi, con i loro artigiani, dialetti e usanze popolari, sono il vero specchio del nostro paese.

Per risaltare la bellezza di queste piccole realtà, è nata  la piattaforma Il Borghista.

Una grande  vetrina sul  web dove poter mettere in mostra il proprio Comune con tutti i suoi servizi e attività. Il Borghista non solo offre l’opportunità ai comuni di mostrarsi , ma permette anche ai turisti di conoscere e scegliere tra una vasta scelta di posti meravigliosi da visitare, spesso poco conosciuti. Non solo. In questo periodo di lockdown, Il Borghista è anche uno strumento per conoscere da casa, la storia che nascondo questi piccoli centri abitati ricchi di storia.

Ogni Paese ha delle credenziali per accedere alla  propria area riservata che gestisce autonomamente e in tempo reale. Per ogni borgo vengono indicati  gli hotel dove poter alloggiare; cosa fare e che posti visitare grazie all’aiuto di mappa ed itinerari;  i ristoranti dove poter mangiare e bere; le sagre e i negozi con prodotti caratteristici.

Sono 11 i borghi abruzzesi registrati:

  • Navelli, Scanno e Scontrone in provincia de L’Aquila;
  • Fallo, Frisa, Liscia e Monteodorisio nel territorio di Chieti;
  • Castiglione Messer Raimondo, Torano Nuovo e Tossicia nel Teramo;
  • Città Sant’Angelo nella provincia di Pescara.

Secondo i dati Istat, sono proprio i piccoli comuni che hanno permesso un incremento del movimento turistico in Italia pari al +6,5% rispetto al 2019 nell’estate 2020. A seguito del grave arresto nel trimestre marzo-maggio, i turisti si sono rimessi in viaggio per riscoprire quelle destinazioni “meno consuete, presumibilmente meno affollate e con una più ampia ricettività di tipo extra-alberghiero (agriturismi, open air, ecc.) a discapito delle destinazioni estive più tradizionali, ossia le località balneari e le grandi città, solitamente caratterizzate da un maggior affollamento”.

 

 


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