Il “bianco e nero” delle celestine di San Basilio: l’abito in una tunica bianca e lo scapolare nero

Il monastero dentro le mura dell’Aquila - di Vincenzo Battista

di Redazione | 27 Agosto 2020 @ 07:25 | RACCONTANDO
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Le radici cristiane dell’Aquila, il culto e un ordine religioso, i beni culturali. Potrebbe essere questa una sintesi, comunque la pensiamo, delle immagini in bianco e nero che si propongono: una visione del legame strettissimo di una piccola “città”, il monastero delle celestine di San Basilio (con elementi architettonici e pittorici stratificati nei secoli), all’interno del perimetro murario trecentesco dell’Aquila, nello spigolo più a settentrione, tra i più estesi in Italia. Frammenti di una quotidianità, tasselli ricomposti di un mondo apparentemente lontano ma che vive intorno a noi, particelle di scelte che valgono una vita, la vocazione appunto, che costituiscono il valore partecipativo, l’identità, il profilo culturale genetico che ha concorso alla formazione dell’antica città dell’Aquila.

Il monastero di San Basilio, quindi, nelle immagini della clausura e le giornate delle celestine: la legatoria, l’orto, la chiesa, la statua seicentesca di San Pietro Celestino, gli arredi sacri e gli ambienti del raccoglimento e della preghiera , la visita – con una speciale dispensa del Vescovo – nella Basilica di Collemaggio e nell’eremo di Celestino V sul Morrone. Le immagini sono del 1996.

Foto e testo di Vincenzo Battista.


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