Il 3 maggio la solenne chiusura dell’Urna di S. Bernardino

In tempo di pandemia, solo in diretta streaming su Abruzzoweb.it e su Laquilablog.it

di don Daniele Pinton | 01 Maggio 2020 @ 11:42 | CREDERE OGGI
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L’AQUILA – Il 3 maggio 2020, nella Basilica di S. Bernardino avrà luogo la solenne chiusura dell’urna contenente il corpo di San Bernardino da Siena, a cui saranno accostati i batuffoli di cotone benedetto, che verranno poi distribuiti, se sarà possibile, nel giorno della festa del Santo frate, mercoledì 20 maggio, in rievocazione del miracolo del sangue. Il corpo di San Bernardino, potrà poi essere rivisto dai fedeli, a partire dalla sera del 19 maggio 2020, vigilia la Festa del Santo, quando al termine della celebrazione eucaristica, sarà risollevato il coperchio dell’urna che custodisce il corpo del Santo frate, all’interno del mausoleo a lui dedicato.

Questo solenne e suggestivo momento, avrà luogo al termine della messa della IV Domenica di Pasqua, sarà celebrata a porte chiuse, senza la presenza dei fedeli e potrà essere seguita attraverso la diretta streaming dalla Basilica di San Bernardino, con inizio a partire dalle ore 11,30 su Abruzzoweb.it e su Laquilablog.it

La Festa di S. Bernardino da Siena, Compatrono della città di L’Aquila, è una occasione per la comunità diocesana di meditare sulla limpidezza della fede di questo Santo e per chiedergli di continuare ad assicurare il conforto della sua protezione, in questa fase difficile e delicata della vita di tutta la comunità.

A causa di questo tempo segnato dalla pandemia, non sarà possibile onorare san Bernardino con solennità, ma la Comunità dei Frati Minori in L’Aquila, sta valutando una serie di iniziative, che nel rispetto delle disposizioni sanitarie finalizzate alla non propagazione del contagio per Covid-19, possa permettere alla comunità dei fedeli aquilani di rendere lode al Santo, umile seguace di S. Francesco d’Assisi, che il 20 maggio del 1444, sul suolo aquilano, concluse l’esperienza terrena della vita, lasciando alla Città, afflitta da tanta sofferenza, un segno prodigioso capace di riportare pace e riconciliazione.

Durante un suo viaggio nel Regno delle Due Sicilie per estenuanti impegni di predicazione, nelle vicinanze dell’Aquila, il suo fisico cedette allo sforzo e per questo motivo i frati che lo accompagnavano nella sua missione di predicazione, il 20 maggio 1444 lo portarono al convento di San Francesco a Palazzo, dove oggi sorge anche se gravemente danneggiato dal Sisma del 2009, il Convitto Nazionale, all’interno del quale è ancora conservata la cella dove il Santo frate morì quel giorno stesso a 64 anni. Dopo la sua morte, il suo corpo fu esposto alla venerazione degli aquilani e grondò di sangue prodigiosamente. I cittadini aquilani, che tra le altre cose, avevano invitato il Santo a venire in Città per riportare la pace tra le varie fazioni, grazie a tale fenomeno detto ‘miracolo del sangue’, ritrovarono la via della pace.

San Bernardino, per volontà degli aquilani, che si rifiutarono di far portare via la salma a Siena, fu sepolto a L’Aquila e per lui fu eretta e dedicata la grandiosa Basilica che porta il suo nome. Sei anni dopo la morte, il 24 maggio 1450, festa di Pentecoste, papa Niccolò V lo proclamò santo nella Basilica di S. Pietro a Roma.


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