Il 3 agosto in Commissione Senato arriva il Ddl regionale come “salvagente” dei Tribunali minori

Simone Angelosante (Lega) consigliere regionale e primo firmatario del progetto di legge sulla riorganizzazione dei tribunali

di Redazione | 30 Luglio 2021 @ 14:12 | POLITICA
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L’AQUILA – E’ stato presentato un Disegno di legge d’iniziativa del Consiglio regionale dell’Abruzzo, comunicato alla presidenza del Senato, lo scorso 23 settembre 2020, che comprende modifiche al decreto legislativo 7 settembre 2012, numero 155, recante nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli uffici del pubblico ministero.

Martedì 3 agosto, il DdL di iniziativa del Consiglio regionale, approvato all’unanimità nella massima Assise regionale, sarà portato in Commissione da Andrea Ostellari (Lega), presidente Commissione Giustizia Senato. 

“La Regione Abruzzo ha la ciambella di salvataggio per i tribunali minori grazie al lavoro meticoloso del Gruppo consiliare Lega Salvini Premier in Consiglio regionale e grazie al lavoro di squadra con i parlamentari della Lega. La giusta soluzione che ci permetterà di superare le contrarietà tecniche avendo già l’intesa politica”, dice Simone Angelosante (Lega), consigliere regionale e primo firmatario del progetto di legge sulla riorganizzazione dei tribunali approvato all’unanimità dal Consiglio regionale.

L’articolo 121 della Costituzione prevede la possibilità alle Regioni di proporre al Parlamento disegni di legge attraverso il voto del disegno di legge da parte dei rispettivi Consigli regionali. Per illustrare questo disegno di legge al Parlamento nazionale per la sua approvazione, appare opportuno ricordare che il decreto legislativo 7 settembre 2012, numero 155, di revisione delle circoscrizioni giudiziarie, che, per quanto riguarda l’Abruzzo, a causa dei perduranti nefasti effetti del terremoto dell’Aquila, sarà attuato nel settembre 2021, comporterà gravissime difficoltà di accesso alla giustizia per cittadini per i circondari di Avezzano, Lanciano, Sulmona e Vasto.

In effetti, la riforma approvata dal Governo Monti, per l’Abruzzo, ha lasciato una vastissima zona, a confine con il Lazio ed il Molise, totalmente sfornita dei servizi giudiziari, avendo concentrato l’amministrazione della giustizia nell’arco nord-est, costituito dai tribunali dell’Aquila, Teramo, Pescara e Chieti.

Appare, perciò, del tutto evidente che tale squilibrata localizzazione dei presidi giudiziari renderà estremamente difficoltoso e costoso il servizio giustizia per centinaia di migliaia di cittadini abruzzesi, residenti in una regione avente il 65 per cento del territorio montuoso e collinare, una rete viaria in dissesto, una rete autostradale alquanto problematica sotto l’aspetto della sicurezza dei viadotti e delle gallerie ed una rete ferrovia ria carente ed ottocentesca.

Oltretutto, la soppressione dei tribunali, così come operata dal Governo Monti, risulta in netto contrasto con il principio del massimo decentramento dei servizi assicurati dallo Stato, previsto dall’articolo 5 della Costituzione, nonché con il principio di giustizia di prossimità di cui all’articolo 10 del Trattato sull’Unione europea, come modificato dal trattato di Lisbona, per il quale anche l’amministrazione della giustizia deve essere esercitata il più vicino possibile ai cittadini.

Del resto, né l’introduzione degli sportelli di prossimità né la normativa del comma 4-bis dell’articolo 8 del decreto legislativo n. 155 del 2012, aggiunto dall’articolo 1, comma 397, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, palesemente poco comprensibile ed inattuabile, possono sanare il grave vulnus, inferto dalla richiamata legge di soppressione dei tribunali sub provinciali ai principi fondamentali contenuti nell’articolo 5 della Costituzione e nell’articolo 10 del Trattato sull’Unione europea.

Considerato che la riforma della geografia giudiziaria introdotta dal decreto legislativo numero 155 del 2012, laddove ha avuto attuazione, ha causato notevoli disagi agli addetti ai lavori e ai cittadini, senza produrre alcun giovamento all’amministrazione della giustizia sia sotto il profilo della celerità dei giudizi sia sotto il profilo della qualità delle decisioni e, tanto meno, sotto il profilo della riduzione delle spese, l’assemblea della regione Abruzzo propone l’approvazione della legge, come di seguito articolata.

Insomma il territorio montuoso e le difficoltà del Tribunale dell’Aquila “a causa dei perduranti nefasti effetti del terremoto comporterà gravissime difficoltà di accesso alla giustizia per cittadini per i circondari di Avezzano, Lanciano, Sulmona e Vasto”.

Per alcune spese dei Tribunali, nel disegno di legge, si dice che possono “essere sostenute anche dagli enti locali previa intesa con la regione richiedente. Rimangono a carico dello Stato le spese relative alla retribuzione dei magistrati e del personale amministrativo e di polizia giudiziaria”.


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