Il 17-18 luglio ci sarà il Consiglio Ue sul Recovery Fund. Gentiloni è fiducioso

di Redazione | 24 Giugno 2020 @ 10:13 | POLITICA
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Sul Recovery Fund c’è una data: venerdì 19 e sabato 18 luglio. Per questi due giorni il presidente del Consiglio europeo Charles Michel ha convocato una riunione che, per la prima volta dall’inizio della pandemia, si terrà alla presenza dei leader delle varie capitali; verrà archiviata, insomma, la modalità in videoconferenza. E sarà uno dei momenti cruciali in vista del possibile via libera ai fondi europei a favore dei Paesi più colpiti, Italia in primis. Potrebbero però essere necessarie ulteriori convocazioni. Venerdì scorso, durante l’ultimo confronto in video, la cancelliera tedesca Angela Merkel aveva spronato i leader ad impegnarsi per giungere ad un’intesa prima della pausa estiva. E lo farà ancora più in luglio, quando avrà la presidenza di turno semestrale. Il commissario all’Economia Paolo Gentiloni si è detto fiducioso: l’accordo potrebbe essere siglato già in luglio ma il premier dell’Olanda Mark Rutte, capofila dei rigoristi, fa capire che i negoziati potrebbero andare per le lunghe, fino a settembre, se non oltre. Già in questi giorni, comunque, procede freneticamente un confronto a distanza. 

Rutte è stato ricevuto all’Eliseo dal presidente francese Emmanuel Macron, mentre il suo Ministro degli Esteri Stef Block è venuto alla Farnesina per confrontarsi con Luigi Di Maio. “Permangono delle differenze di vedute su quali siano le soluzioni migliori da adottare: noi dobbiamo lavorare per superare queste differenze e raggiungere un accordo forte”, ha spiegato l’esponente pentastellato. L’agenda diplomatica mostra quanto intensi siano i contatti in questi giorni: oggi il presidente Charles Michel avrà un colloquio a distanza con il premier Giuseppe Conte e i colleghi di Malta e Slovacchia, domani sentirà i leader di Grecia, Finlandia, Olanda, Portogallo, Spagna e Repubblica Ceca. Michel ha il difficile compito di trovare una soluzione accettabile per tutte le parti. Conte, da parte sua, ha già messo le mani avanti: “Dalla Commissione europea è arrivata una proposta ambiziosa, tanto nella dimensione complessiva (750 miliardi) quanto nel bilanciamento tra prestiti e contributi a fondo perduto (rispettivamente 250 e 500). Ci sono ancora tre settimane abbondanti per discuterne, litigare e, forse, trovare un’intesa”. 


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