Il 12 settembre Abruzzo sui banchi, ma come sempre con poco personale

di Marianna Gianforte | 27 Agosto 2022 @ 06:08 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Le scuole della provincia autonoma di Bolzano saranno le prime a riaprire, lunedì 5 settembre. Poi, il 12, toccherà a: provincia autonoma di Trento; Lombardia (dove però il 5 riaprirà l’Infanzia); Piemonte; Veneto; Friuli Venezia Giulia; Basilicata; Abruzzo. Il 14 settembre sarà la volta si Calabria, Umbria, Marche, Liguria, Sardegna, Molise. Il 15 del Lazio, dell’Emilia Romagna e della Toscana. Infine, il 19, tutti sui banchi anche in Sicilia e in Valle d’Aosta. Anno nuovo, ma vita vecchia, perché le problematiche della scuola restano le stesse, come denuncia la Flc Cgil. Problemi che travolgono il sistema dei docenti, cronicamente sottodimensionato, ma anche quello del personale Ata (personale amministrativo, tecnico e ausiliario) e dei dirigenti, come spiega la segretaria provinciale della Flc Cgil Miriam Del Biondo. 

Docenti e lavoratori e lavoratrici Ata si preparano a riprendere il lavoro a scuola proprio in questi giorni. Poco più di una settimana fa è terminata la fase della chiusura delle immissioni in ruolo sia per i docenti, sia per gli Ata, spiega Del Biondo:

“Sono numeri ridicoli, perché nella Provincia dell’Aquila abbiamo avuto 42 immissioni in ruolo come collaboratori scolastici, 6 come assistenti tecnici e 19 come amministrativi. Stando così le cose, molte scuole avranno serie difficoltà sin dal 1 settembre, infatti all’endemica penuria di collaboratori scolastici spesso precari (solo 42 assunzioni a tempo indeterminato e 154 a tempo determinato) si aggiungono le difficoltà derivanti dalla mancanza di direttori dei servizi generali e amministrativi (Dsga), poiché 8 istituzioni scolastiche hanno sedi vacanti e, persino, di dirigenti scolastici, poiché 10 istituzioni scolastiche sono in regime di reggenza e, badate bene, solo due di queste sono sottodimensionate. Il ministero dell’Economia e delle finanze (perché è chiaro che la scuola in Italia non è l’ente statale per la formazione della cittadinanza, ma la spesa da contenere) ha autorizzato soltanto 361 posti di dirigente scolastico contro i 589 richiesti dal ministero dell’Istruzione e in Abruzzo non sono state previste assunzioni. Decisione immotivata”.

E’, inoltre, scomparsa la possibilità di prevedere nuovamente l’organico aggiuntivo (il cosiddetto organico covid) “che, negli ultimi anni ha permesso alla scuola di fronteggiare la peggiore delle crisi che ha attraversato”, precisa la sindacalista. Per quanto riguarda i docenti che dal primo settembre prenderanno il ruolo “abbiamo 15 immissioni nella scuola dell’infanzia, 21 nella primaria e 16 nella scuola secondaria di primo grado e 25 in quella di secondo grado”.

Conclusa questa parte come anche la scelta delle scuole per la nomina annuale da parte dell’ufficio scolastico, nei prossimi giorni si avranno gli esiti delle procedure e il personale Ata e docenti avranno l’attribuzione delle cattedre.

Poi partirà la fase della copertura delle cattedre da graduatorie d’istituto per l’assegnazione delle cattedre e delle supplenze. “Molte cattedre saranno scoperte nella nostra provincia – sottolinea Del Biondo – i numeri non sono assolutamente sufficienti a coprire il fabbisogno, soprattutto quello del personale Ata, del quale si parla poco ma sono figure fondamentali per l’esistenza stessa delle scuole”.

La sindacalista fa notare che “le scuole in provincia dell’Aquila hanno necessità aumentate, le nostre scuole hanno bisogno di numeri aumentati, da quelli dei collaboratori scolastici a quelli degli assistenti amministrativi. Ciò di cui abbiamo bisogno sono risorse aggiuntive e disposizioni chiare. Ci chiediamo cosa ci vorrà ancora per ottenere dal Governo centrale e dalle sue derivazioni territoriali un segnale di cambiamento di marcia che ci dimostri l’attenzione dovuta al mondo della scuola”.

miriam del biondo


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