Piotr Hanzelewicz e la sua “con-formance” “La cosa volatile”, al MAXXI L’Aquila

di Laura Di Stefano | 21 Settembre 2021 @ 06:00 | CULTURA
piotr maxxi
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L’AQUILA – Domenica 19 settembre, sul palco del MAXXI L’Aquila, l’artista aquilano Piotr Hanzelewicz, si è esibito in una con-formance, all’interno della prima edizione del festival internazionale di performance d’arte, danza, teatro e musica del MAXXI L’Aquila, PERFORMATIVE.01. Il tema di questa prima edizione è stato il “CONTACT(less)”, gli artisti sono stati chiamati a ragionare sul tema della mancanza di contatto, indice di progresso, e, allo stesso tempo, sul desiderio di interazione che la società ha riscoperto a seguito della condizione di distacco forzato vissuta durante i lockdown.

Piotr, come racconta a Laquilablog, ha portato sul palco del museo aquilano, una “con-formance”, nella quale sono stati protagonisti lui stesso e il suo smartphone, le due voci, quella umana e quella digitale, si fanno da contraltare a vicenda.

L’indagine artistica di Piotr si è incentrata spesso sulla virtualizzazione di denaro e delle sovrastrutture che lo riguardano, in questa visione rientra il tema del contactless, indicato nel festival, in quanto modalità di pagamento “volatile”, il denaro infatti, si slaccia da una fenomenologia concreta e passa in una struttura che diventa reale soltanto nel momento in cui viene creduta, a seguito di un’autorizzazione. Il denaro entra quindi, nella sovrastruttura verbale condizionando così anche il comportamento sociale. I due piani vengono sovrapposti esattamente come nel concetto di “conformità” geometrica, nel quale due piani si trasformano ma lasciano invariati gli angoli.

Il nome dell’opera “la cosa volatile”, viene scelto appunto per l’ambiguità della parola “cosa”, che l’artista ha da sempre trovato poetica in quanto parola che apre ad un ventaglio infinito di possibilità di significati, ed è associato al concetto di linguaggio, nella più semplice rappresentazione di “verba volant”, ma anche a quello del denaro “volatile”. Così le due sfere, quella economica e quella verbale, divengono influenzate ed influenzabili. Anche il concetto di volatilità viene esaminata nell’opera dell’artista del 2015, “Storia volatile”, (qui il link per recuperarla su youtube) durante la performance, anche un’oca viene presentata sul palco.

L’input per la conformance eseguita al MAXXI, deriva da una traduzione della parola “Busy”, nel libro “Ghiaccio-nove” di Kurt Vonnegut del 1963. Nella traduzione italiana la frase “busy, busy, busy” viene tradotta con “laborioso, laborioso, laborioso”, l’artista, studiando l’etimologia delle due parole, distingue il concetto di “business” americano e di “labor” latino, esaminando come la stessa parola traduca due significati concettualmente e geograficamente differenti, facendoci riflettere su quanto e come il denaro venga associato al tempo o alla vita, in base a costrutti sociali sviluppati in zone differenti del mondo.

Biografia: Piotr Hanzelewicz nasce in Polonia nel 1978, il giorno della morte di Papa Paolo VI, piace presentarsi come “colui che nasce ogni morte di Papa”. Vive all’Aquila dal 1983, ha studiato in Polonia e all’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, ha partecipato e curato numerosissime mostre nazionali e internazionali, collabora principalmente con due gallerie romane, Galleria Borghini e Galleria Rosso20sette.

https://piotrhanzelewicz.wordpress.com/

piotr piotr


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