I volontari di Protezione civile ai seggi (pagati): si può fare?

Causa Covid-19 i comuni hanno chiesto alla Protezione Civile di assisterli nei seggi

di Redazione | 16 Settembre 2020, @06:09 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Con le moltissime rinunce pervenute ai comuni è stato reclutato personale della protezione civile per fare da presidente, segretario e scrutatori per i seggi speciali denominati Covid, che garantiranno il voto alla gente in isolamento fiduciario che ne farà richiesta. Per poter adempiere a questo incarico è prevista una remunerazione, come gli altri membri di seggio, con maggiorazione fino al 50% e indennità varie per i comuni molto ampi.

Vediamo che dice la norma. Il dl n. 103/2020 sulle Modalità operative nelle consultazioni elettorali e referendarie, scrive che possono essere utilizzati presso i seggi ospedalieri o speciali i soggetti iscritti all’elenco dei volontari di protezione civile che sono elettori del comune. In realtà la cosa stride con il codice della protezione civile decreto legislativo 1/2018 e vediamo anche perchè:
1) Il volontario dovrebbe svolgere la propria attività in forma gratuita, senza fini di lucro, neanche indiretti. Qui invece è previsto un compenso da scrutatore con un onorario aumentato del 50 per cento (per un totale quindi di 225 euro), più eventuali spese di missione.
2) Quando si parla di elenco nazionale, l’iscrizione fa riferimento ad un elenco di organizzazioni e non di singoli volontari. A dimostrazione del pasticcio riferito all’iscrizione non personale ma associativa, inoltre viene stabilito che si riconosca, ai soggetti iscritti all’elenco dei volontari di protezione civile che sono elettori del Comune, oltre all’onorario di scrutatore, anche i rimborsi previsti dagli articoli 39 e 40 del codice della protezione civile, dove tra l’altro l’art. 40 sono rimborsi spese richiesti dalle organizzazioni.
3) Quando si parla delle funzioni di vigilanza, monitoraggio e controllo pubblico che dovrebbero svolgere il Dipartimento della protezione civile e le strutture di protezione civile delle regioni, c’è da chiedersi come tale attività possa essere svolta dai singoli volontari, senza il coinvolgimento dell’organizzazione di appartenenza.

In conclusione, la Protezione civile, già sottoposta in questi mesi ad un massacrante lavoro sul territorio, non non è tenuta a garantire l’apertura di nessun seggio perché prima di attingere al mondo del volontariato ci sono altre strade percorribili.


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