I Solisti Aquilani suonano Stravinskij

Il concerto all'Auditorium del Parco per i Cantieri dell'Immaginario

di Redazione | 27 Luglio 2022 @ 13:00 | EVENTI
I Solisti Aquilani
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L’AQUILA. Appuntamento giovedì 28 luglio, con i Solisti Aquilani e l’Histoire du Soldat, capolavoro di Stravinskij.
 
Sul palco dell’Auditorium del Parco, alle 21.00,  per i Solisti Aquilani, Andrea Vitello. La traduzione, drammaturgia e la regia sono di Maria Cristina Giambruno. Suonano: Daniele Orlando, violino; Giovanni Ludovisi, contrabbasso; Luca Cipriano, clarinetto; Marco Ciamacco, fagotto; Andrea Di Mario, cornetta; Giovanni Dominicis, trombone; Marco Crivelli, percussioni.
 
Sul palco anche Graziano Piazza, voce recitante, e la performe Claudia Muzi. I costumi e gli elementi scenici sono di Maria Grazia Cimini.

L’Histoire du soldat, storia da leggere, recitare e danzare in due parti, è un’opera da camera composta da Igor’ Fëdorovič Stravinskij su libretto in francese di Charles-Ferdinand Ramuz.

Può sembrare bizzarro che un’opera così straordinaria sia nata, anche, per un motivo così talmente ordinario … la necessità di guadagnarsi la sopravvivenza in tempi molto duri. Infatti, dopo la rivoluzione russa del 1917, Stravinskij – che dal 1915 si era trasferito in Svizzera con la sua famiglia – si trovò privo di risorse finanziarie … ma non era il solo: alcuni suoi amici svizzeri versavano nelle stesse ristrettezze. Tra questi c’erano lo scrittore Charles-Ferdinand Ramuz e il direttore d’orchestra Ernest Ansermet.

Stravinskij e Ramuz, in comunità di condizioni e intenti, decisero allora di creare un’opera teatrale itinerante, che richiedesse pochi mezzi e, ovviamente, poco danaro per l’allestimento.

Il progetto era di presentare codesta agile opera in tutta la Svizzera, spostandosi di paese in paese. Ansermet avrebbe dovuto essere l’impresario e il pittore René Auberjonois lo scenografo e costumista. Reperire finanziatori non fu cosa facile, ma alla fine la “folle iniziativa”, come Stravinskij stesso ebbe a definirla, guadagnò interesse e appoggio dall’industriale Werner Reinhart che, inoltre, era un ottimo clarinettista dilettante. Concordarono una rappresentazione che richiedesse pochi strumenti, pochi musicisti e pochi personaggi, dando spazio a una breve scena di mimi e danzatori.

Stravinskij scelse come testo una storia tratta da una raccolta di fiabe popolari russe di Aleksandr Nikolaevič Afanas’ev.  Lavorò alacremente su due racconti “Il soldato disertore e il diavolo” e “Un soldato libera la principessa”, ispirate vagamente al mito di Faust, e infine ne parlò con Ramuz che sposò il progetto e si mise immediatamente alla stesura del libretto. Musicista e scrittore lavorarono in stretta collaborazione per tutti i primi mesi del 1918. Naturalmente, trattandosi di una rappresentazione itinerante, Stravinskij scelse strumenti facili da trasportare: un violino e un contrabbasso, tra i legni, un clarinetto e un fagotto tra i fiati, tra gli ottoni una cornetta e un trombone e un solo musicista per alcune percussioni. E, mentre componeva l’opera, Stravinskij imparò a suonarli … sinché il 3 settembre 1918 la composizione fu pronta.

E nel teatro Municipale di Losanna, l’opera fu eseguita per la prima volta il 28 settembre 1918, con la direzione di Ernest Ansermet, scene e costumi di René Auberjonois.

 

 

 

 

 

 

 

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