Volti coperti di cenere, pantaloni sporchi di terra, gli occhi segnati dalla stanchezza e ancora addosso il peso di una giornata trascorsa tra fumo, caldo e fiamme. Alle spalle, i mezzi impegnati nelle operazioni di spegnimento; sulle spalle, le vanghe. iIn testa, gli elmetti Ma nonostante tutto, il sorriso: la soddisfazione di aver dato il massimo.
È l’immagine raccontata dalla Protezione civile di Pratola Peligna, impegnata sul Morrone a supporto dei Vigili del fuoco. Scatti che raccontano forse più di tante parole il lavoro di chi, anche nelle condizioni più difficili, continua a stare sul fronte dell’emergenza.
«Dopo una calda e “tranquilla” giornata impegnati nello spegnimento incendio sul Morrone a supporto dei vigili del fuoco», è il post, con le fotografie dei suoi volontari.
Non ci sono divise immacolate nelle immagini. Ci sono uomini e ragazzi stanchi, sporchi, anneriti dalla cenere, provati dalle ore trascorse sulla montagna. C’è l’attrezzatura utilizzata sul terreno, ci sono i mezzi antincendio e c’è quell’elmetto che, sotto il sole rovente di agosto, diventa il simbolo di una presenza silenziosa ma fondamentale.
Sono i volti di chi ha trascorso ore sul Morrone, spesso lontano dai riflettori, lavorando fianco a fianco con i Vigili del fuoco per contenere un incendio che da giorni sta interessando la montagna.
Al 13 agosto, fanno sapere dalla Protezione civile, il fronte dell’incendio è ancora attivo nella zona compresa tra Beato Mariano, nel territorio di Roccacasale, e Casale Santacroce, a Popoli Terme.
Le operazioni proseguono senza sosta. Oltre al personale impegnato a terra, sono ancora operativi i mezzi aerei e sono presenti anche uomini dell’Esercito. Questa mattina il Morrone è stato nuovamente sorvolato per verificare l’evoluzione dell’incendio e individuare i punti ancora interessati dalle fiamme o da possibili focolai.

In campo ci sono due elicotteri e due Canadair, insieme ai Vigili del fuoco e alla Protezione civile. Alle attività partecipano anche i tecnici del Parco Nazionale della Maiella, impegnati nel monitoraggio della situazione e delle conseguenze dell’incendio sull’ambiente.
La montagna brucia ormai da domenica, ma, secondo gli aggiornamenti, il fronte non si sarebbe significativamente ampliato. La situazione resta tuttavia delicata: le aree percorse dal fuoco rappresentano infatti un habitat prezioso e complesso, nel quale convivono numerose specie animali e vegetali.
Gli incendi, spiegano dagli ambienti del Parco, non provocano soltanto il danno immediatamente visibile della vegetazione bruciata. Tra le conseguenze più importanti c’è anche l’allontanamento della fauna, costretta a lasciare aree che rappresentano il proprio habitat, in una montagna che rappresenta uno dei patrimoni naturalistici più importanti dell’area.
Intanto, sul Morrone, si continua a lavorare. A terra e dal cielo. Tra il fumo, la cenere e il caldo. E nelle fotografie della Protezione civile di Pratola Peligna rimane il volto concreto di questa emergenza: quello dei volontari stanchi, sporchi e anneriti, ma ancora pronti a fare la loro parte per proteggere la montagna.







