I problemi di viabilità nella Valle Peligna penalizzano anche le imprese edili

di Redazione | 09 Luglio 2021 @ 13:16 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Penalizza anche le imprese edili l’ingorgo infernale che sta impedendo in questi giorni i collegamenti viari nella valle Peligna. La Tiburtina Valeria ha un bacino di interesse molto più ampio della sola Valle Peligna, collegando in alternativa alle strade a pedaggio, il Tirreno con l’Adriatico. Un disagio che ha chiamato in campo anche l’associazione provinciale dei costruttori edili.

“Per lo sviluppo dei territori abbiamo sempre chiesto infrastrutture e riqualificazioni, ma queste non possono trasformarsi nell’ennesima calamità dopo i danni del sisma e quelli del Covid. Occorre programmazione e coordinamento a monte degli interventi” – E’ la critica che il vice Presidente di ANCE L’Aquila, responsabile per l’area Peligna e Alto Sangro, Marco Tirimacco rivolge ai vertici di Anas per i disagi affrontati in questi giorni dalle imprese, dagli operatori economici, non solo dell’edilizia, e dai cittadini costretti a percorrere la Tiburtina Valeria, oggetto di lavori di messa in sicurezza.
Un’accurata programmazione, secondo l’esponente dei costruttori edili, avrebbe potuto permettere l’intensificarsi dei lavori durante il lockdown, dato che l’edilizia non si è fermata. E’ irrimandabile la ricerca immediata di soluzioni alternative alla attuale deviazione su strade tortuose e inadeguate a sopportare l’ingente traffico di questi giorni, a ridosso per di più degli esodi vacanzieri.

“L’abolizione del pedaggio su un tratto alternativo della A25, proposta dal Comune di Sulmona, potrebbe essere già una buona alternativa, ma altre soluzioni pratiche potrebbero essere studiate dai tecnici che avrebbero dovuto affrontare il problema, in maniera meno superficiale, anche se questo può comportare qualche costo in più – conclude Tirimacco che sollecita l’ANAS ad intervenire urgentemente – “Chiediamo ora di provare a limitare i danni di questa ennesima sciagurata penalizzazione del tessuto economico, considerato che, poco distante resta ancora chiuso il casello di Bussi in direzione Pescara. Altra situazione inspiegabile che incide sulla quotidianità di chi vive e opera nelle già svantaggiate zone interne. Segnali, ancora una volta, di scarsa attenzione e rispetto per la nostra terra”.

 


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