I pericoli del web: bambini esposti al rischio dai propri genitori

di Cristina D'Armi | 30 Novembre 2020 @ 07:00 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Quanti di noi, almeno una volta, hanno accettato i Termini e Condizioni d’uso da sottoscrivere per usufruire di un servizio senza neanche leggerli? Ebbene, dare accesso ai dati personali senza sapere dove andranno a finire, ci  espone a rischi apparentemente invisibili.

Pubblicare materiale privato ed accettare ogni condizioni che ci viene posta sul web, è un po’ come lasciare la porta di casa socchiusa. Lascereste mai i vostri bambini soli con il rischio che chiunque passi dalle vostre parti possa entrare a dare una sbirciatina, guardare vostro figlio o addirittura prendere qualcosa? Ovviamente no, ma  pubblicando foto, informazioni vostre  o quelle di figli e amici, è proprio quello che fate.  

Bisogna essere consapevoli che, una volta postato un contenuto, potrebbe poi essere molto difficile eliminarlo, soprattutto se qualcuno lo ha condiviso, copiato, o diffuso. Controllare chi può vedere le immagini e limitare i contenuti a liste di persone, può limitare i rischi. Ciò non toglie che qualora vengano pubblicate immagini di altre persone, bisogna avere il loro consenso: potrebbero non voler apparire o sentirsi in imbarazzo.

Oggi una fotografia è esposta al costante e concreto pericolo di una divulgazione virale, spesso anche per fini ritorsivi. Lo sapeva bene la mamma torinese che, nel 2019, è stata insultata per non aver firmato la liberatoria per diffondere sui social network le immagini dei bambini alla recita di fine anno, secondo quanto previsto dal Regolamento europeo sulla protezione dei dati.

“Le pressioni che ha subito mettono in dubbio il carattere di libertà del consenso. Per pubblicare i dati personali di un minorenne è necessario il consenso libero, specifico, informato e inequivocabile dei genitori: è una norma che non dovrebbe mai essere messa in discussione. Questa è stata una forma mascherata di bullismo che conferma la preoccupante mancanza di educazione nell’utilizzo della Rete, che richiede molta responsabilità da parte dei minori ma ne esige ancora di più da parte degli adulti”. Così Antonello Soro, presidente dell’autorità garante per la protezione dei dati personali.


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