I “No” che aiutano a crescere. L’educazione positiva dei bambini

di Barbara Ulian | 02 Marzo 2024 @ 05:00 | SALUTE E ALIMENTAZIONE
i no che aiutano a crescere
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Nell’educazione dei bambini, il concetto del “no” è spesso fonte di dibattito e discussione. Alcuni genitori temono che dire “no” possa influenzare negativamente l’autostima dei loro figli o limitare la loro creatività e esplorazione del mondo. Tuttavia, è importante riconoscere che i “no” ben ponderati e dati nel contesto giusto possono essere incredibilmente benefici per lo sviluppo dei bambini.

I “No” svolgono diverse funzioni nelle varie fasi di vita dei nostri bimbi……….

  • Nella prima infanzia il no è quello del divieto
    Il bambino inizia curioso ad esplorare il mondo e incontra dei pericoli o ha dei comportamenti che vanno regolati. I no, detti in modo calmo, fermo e rassicurante, aiutano i bambini a costruirsi una segnaletica di base che li supporta nelle loro prime avventure e esplorazioni. Questa tipologia di no devono essere semplici e privi di complicazioni. Non sono necessarie spiegazioni in quanto i più piccoli non hanno ancora le capacità di capirle ed elaborarle.
  • Tra la prima e la seconda infanzia i no ci parlano dei limiti
    Durante questa fase dello sviluppo del bambino sono molto importanti le relazioni tra pari nella realtà scolastica e la nascita di una propria autonomia e centralità del sé. I no che dobbiamo utilizzare hanno come obbiettivo quello di contenere e dare una direzione alla sensazione di onnipotenza del bambino. Inizierà ad esserci un senso di frustrazione, ma come abbiamo già detto questo è necessario è molto utile per la sua crescita. Il bambino imparerà quali sono i suoi limiti e a gestire il suo rapporto con l’altro.
  • Durante la seconda infanzia e la preadolescenza il no è quello delle regole
    Si tratta di un no più complesso degli altri. E’ un no che prepara i nostri bambini all’autonomia. E’ qualcosa che li guida e gli permette di orientarsi nel mondo. Le regole non limitano la loro libertà personale bensì gli danno uno spazio per esercitare la loro autonomia e la loro persona. In questo senso è importante il no esercitato per stabilire dei confini: se noi genitori per primi non diciamo di no ai nostri figli come potranno loro esercitare il loro diritto al no nei confronti del mondo? La capacità di mettere sani confini e di farli rispettare è un punto importante per i genitori su cui riflettere per crescere bambini felici.
  • Nell’adolescenza infine il no è quello della resistenza
    Durante l’adolescenza i nostri figli iniziano a capire chi sono, sperimentano, iniziano a fare dei progetti di vita.
    In questa fase il nostro no è un invito ad ascoltarsi, a non perdersi, a rimanere presenti a sé stessi. E’ forse il no più difficile perché spesso porta con se un alto grado di conflittualità. Richiede coraggio e pazienza da parte di noi genitori, ricordandoci che è un lavoro di relazione, di negoziazione e non possono esistere no imposti o calati dall’alto.

Esploriamo come i “no” possono effettivamente aiutare i bambini a crescere in modo positivo ed equilibrato.

Imparare i Limiti e le Regole

I “no” giocano un ruolo essenziale nell’insegnare ai bambini i limiti e le regole. Imparare a rispettare i confini è fondamentale per il loro sviluppo emotivo e sociale. Quando i genitori stabiliscono limiti chiari e applicano le regole in modo coerente, i bambini imparano a comprendere le aspettative e i comportamenti appropriati. Questo li aiuta a sviluppare un senso di sicurezza e struttura nel loro ambiente.

Gestione delle Frustrazioni e delle Emozioni

Dir loro “no” li aiuta ad imparare a gestire la frustrazione e le emozioni negative. Imparare a gestire la delusione e l’irritazione li aiuta a sviluppare la resilienza e la capacità di affrontare le sfide che incontrano lungo il percorso.

Sicurezza e Protezione

Dire “no” è spesso una questione di sicurezza e protezione. Ci sono situazioni in cui i genitori devono intervenire per evitare pericoli o comportamenti rischiosi. Dire “no” in queste circostanze è un modo per garantire la sicurezza e il benessere del bambino, è un atto di amore!

Perché si pensa che il conflitto, il no, sia un ostacolo nel crescere bambini felici?

Spesso il tempo che possiamo dedicare ai nostri bambini non è tantissimo e non vogliamo metterli di fronte a dei dispiaceri, dei mal contenti, delle frustrazioni.

Il conflitto porta con sé la distanza e abbiamo paura di mettere troppo spazio tra noi e i nostri bambini, abbiamo paura di perdere la bussola e chiuderci di fronte ai loro bisogni più profondi.

Riuscire a dire no ci fa uscire da una dimensione dove l’equilibrio e la serenità vanno difese a tutti i costi, ci fa mettere in gioco per il benessere dei nostri figli riuscendo a sostenere la relazione anche durante il conflitto.

Si tratta di mantenere aperto, flessibile il rapporto genitori-figli senza però subirlo, di riprendere in mano la funzione normativa perché i NO sono essenziali per una crescita equilibrata e svolgono un ruolo importantissimo nello sviluppo del bambino. Importante è altresì mantenere i nostri confini come persone, e insegnare attraverso l’esempio che è possibile dire di no, per stabilire sani confini, per far sì che gli altri li rispettino. Dire di no ai nostri bambini e farlo nel momento giusto (e nel modo giusto) ci permetterà di insegnare anche a loro a dire di no quando ne avranno necessità.

Come dire di no ai bambini? C’è un modo più giusto di un altro?

Se vogliamo crescere bambini felici ci sono alcune semplici regole che possiamo seguire anche nel modo in cui diciamo di no. A cosa dobbiamo fare attenzione quando diciamo di no ai nostri bambini?

  • Tono di voce

Quando si dice no al bimbo, il tono della voce dovrebbe essere sempre tranquillo, calmo, fermo. Cosicché il bambino comprenda che non si tratti di qualcosa strettamente dipendente dal nostro umore e dal momento. Il no non deve essere dettato dalla rabbia, ma da motivazioni precise e precedenti al momento di conflitto.
Se noi per primi ci mostriamo aggressivi e perdiamo il controllo non riusciremo ad ottenere un comportamento equilibrato dal nostro bambino. Non è certamente necessario utilizzare insulti e umiliazioni ma bensì un atteggiamento di accoglienza: in questo modo, il bambino si sentirà compreso, presterà attenzione al nostro messaggio e probabilmente non metterà in atto comportamenti di tipo oppositivo

  • Contatto fisico e visivo

E’ molto importante mantenere un contatto visivo e fisico con il nostro bambino quando gli trasmettiamo un messaggio importante. Da una parte il bambino non potrà sviare la sua attenzione in altre attività e dall’altra si sentirà rassicurato dalla nostra vicinanza e dall’amore che cercheremo di trasmettergli con un tono pacato. Il bambino piano piano arriverà a comprendere che non è lui che stiamo rifiutando ma solo il comportamento in quel momento inadeguato.

  • Spieghiamo sempre ai bambini il perché delle regole e dei rimproveri

Spiegando le ragioni dietro ai “No” accendiamo una luce nella sua mente, lo orientiamo, gli diamo una direzione. La giustificazione del no cambierà certamente a seconda dell’età e del livello di sviluppo del piccolo.

E’ bene sempre ricordare che frasi come “perché lo dico io” oppure “è così e basta”, hanno come unico risultato quello di far aumentare rabbia e frustrazione nel bambino e di favorire lo sviluppo di una bassa autostima e poca fiducia nel dialogo e nella relazione con i genitori.

  • Proponete un’alternativa

E’ bene mantenere un atteggiamento propositivo.

Cerchiamo di spiegargli non solo cosa non si deve fare ma anche quale comportamento alternativo potrebbe mettere in pratica. Al rimprovero possiamo aggiungere il suggerimento di una attività simile ma adeguata. In questo modo riusciremo anche a rendere partecipe il bambino delle nostre decisioni.

Benefici e vantaggi del no: perché è uno strumento utile per i genitori che vogliano crescere bambini felici

  • Danno sicurezza: i bambini hanno bisogno di regole, di limiti, di confini perché li fa sentire al sicuro, gli fa capire che non sono soli, che c’è qualcuno che si prende cura di loro e che hanno un valore. Dare delle regole, dire di no toglie i nostri bambini dall’ansia e dall’insicurezza di dover fare tutto completamente da soli.
  • Rendono i nostri bambini più forti: senza nessuna esperienza di ostacoli o di delusioni al primo problema il nostro bambino si troverà in seria difficoltà. I no insegnano a gestire la frustrazione e ad affrontare le sfide della vita.

L’importanza del dialogo

La parola, il dialogo ha un ruolo di vitale importanza nell’educazione del bambino in quanto ci permette di costruire un canale di comunicazione molto importante.

Un posto sicuro dove da una parte noi genitori abbiamo la possibilità di trasmettere dei messaggi, dei valori al nostro bambino, e dall’altra un luogo dove il nostro cucciolo possa confidarsi, esprimersi, provare a capirsi.

Se il dialogo diventa un’abitudine, sarà il nostro lascito, lo strumento che i nostri piccoli avranno sempre in tasca per muoversi nel mondo, per riflettere, per incontrare gli altri, per ragionare sul loro comportamento e sulle loro scelte.

In conclusione, i “no” ben ponderati e dati nel contesto giusto sono una parte importante dell’educazione dei bambini. Quando usati con amore, coerenza e rispetto, possono essere strumenti potenti per aiutare i bambini a crescere in modo positivo ed equilibrato. È importante che i genitori si impegnino a trovare un equilibrio tra l’imposizione di limiti necessari e l’offerta di sostegno e incoraggiamento ai loro figli mentre esplorano il mondo che li circonda. E soprattutto, cari genitori, non sentiamoci in colpa se dobbiamo dire “NO”, sono proprio quelli che li aiuteranno a crescere!


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