I musher aquilani dell’asd Antartica puntano i prossimi mondiali

di Alessio Ludovici | 09 Luglio 2022 @ 06:00 | SPORT
Fabrizio filoni
Print Friendly and PDF

L’AQUILA – Ci facciamo una chiacchierata con Fabrizio Filoni, fresco di un argento ai mondiali di sleddog di marzo a Ostersund in Svezia, con la moglie, Olivia Piacentini, che deve “accontentarsi” di un bronzo. Lui nella categoria 12 cani, lei nella 6 cani. Dall’Aquila a Ostersund. Ma il viaggio è molto più lungo e comincia tanti anni fa, negli anni ’80 quando Fabrizio decide di fare una piccola follia, attaccare un certo numero di cani ad una slitta e correre. Come si diventa musher all’Aquila, così, dal nulla, in un paese in cui lo sleddog praticamente neanche esisteva? “Ovviamente ho sempre amato i cani, poi una serie di concomitanze hanno fatto il resto, mentre facevo il militare mi è morto un pastore tedesco e pensavo di voler un cane per fare qualcosa. Nel 1988 cominciarono ad uscire le prime riveste specializzate dedicate al mondo dei cani e se ne parlava”.

Da lì a ritrovarsi la casa piena di Siberian Husky è stato un attimo. Il primo cane arriva proprio in quel fatidico 1988 e da ex sportivo, cestista di buon livello, la passione viene presa subito per le corna. “L’agonismo c’è stato subito, poi è stato un crescendo” spiega Fabrizio. La prima vera svolta nel 2005, quando sposa Olivia Piacentini, anche lei musher. Apriti cielo. La seconda arriva con il sisma del 2009 che costringe Fabrizio a lasciare la casa di via XX settembre. E’ l’occasione per mettersi sotto ancora più seriamente con lo sleddog, nonostante Fabrizio continui a svolgere regolarmente il suo lavoro in un’azienda privata quella con i cani è praticamente un’attività sportiva quasi professionale a tutti gli effetti. Il trasferimento a Barete affina la squadra, c’è il campo per allenare i cani proprio vicino il famoso stabilimento di carni e prodotti per animali domestici con i quali nasce anche una collaborazione scientifica sotto l’occhio vigili del prof. Alessandro Gramenzi di Teramo, uno dei massimi esperti di alimentazione animale.

Negli anni, quindi, arrivano tante soddisfazioni, dall’organizzazione dei Campionati europei a Campo Felice nel 2011, fino ai prestigiosi risultati ai mondiali in Svezia. Tutto con l’asd Antartica, creatura associativa nata 30 anni fa e che oggi è uno dei riferimenti del mondo delle corse. 

L’allenamento è quotidiano. In estate si lavora su terra con un carrello trainato dai cani, l’inverno si usa Campo Felice. Ogni seduta escono 10 cani e 10 riposano. Ora ci si prepara per i prossimi appuntamenti: “A settembre/ottobre cominciano le gare su terra, c’è campionato italiano di cui ancora deve essere decisa la sede, e poi il campionato del mondo su terra in Belgio, quindi il mondiale su neve a Vermiglio, qui in Italia in Val di Sole”. 

Inutile chiedere il rapporto con i cani. E’ davvero inutile, basta sentirlo parlare. “Ce li paghiamo e ce li godiamo noi. Se mi fossi drogato – diceva un famoso musher – avrei speso meno”. Un rapporto tanto speciale che Fabrizi oe Olivia non partecipano alle grandi competizioni non sportive ma competitive che si tengono nel Nord America e che sono più note al grande pubblico. La più famosa è l’Itidarod, quella del famoso tragitto percorso da Balto in Alaska, che si corre in condizioni estreme e in cui i cani non se la passano benissimo: “Non ci porterei i miei figli, perché ci dovrei portare i miei cani”. Eppure è lì che finiscono i grandi sponsor, quelli che vendono la cultura dell’estremo che appassiona anche il grande pubblico. La passione per lo sleddog però è altro, e in Italia è ben rappresentata a Barete, a pochi chilometri dall’Aquila, da Fabrizio e Olivia, lavoratori di giorno, musher quando si può ma con grande professionalità, medaglia d’argento e di bronzo ai mondiali.


Print Friendly and PDF

TAGS