I “furbetti di Montecitorio”: è caccia ai cinque deputati che hanno percepito il bonus

Si tratterebbe di 3 parlamentari della Lega, uno del M5S e uno di IV

di Redazione | 09 Agosto 2020 @ 19:43 | ATTUALITA'
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ROMA – Diventa un caso la vicenda dei cinque deputati, segnalati dall’Inps, che avrebbero percepito il bonus da 600 euro, poi elevato a mille, riservato a partite Iva e lavoratori autonomi.

Dagli ultimi rumor 5 i deputati che hanno chiesto l’agevolazione: si tratterebbe di 3 parlamentari della Lega, uno del M5S e uno di IV. Secondo “Repubblica”, che svela la notizia, sarebbero coinvolti anche 2.000 tra assessori regionali, consiglieri, sindaci e governatori.

Subito scattano le reazioni tra cui quella del presidente dell’Assemblea di Montecitorio: “Una vergogna che cinque parlamentari abbiano usufruito del bonus per le partite Iva. Questi deputati – continua Roberto Fico su Facebook – chiedano scusa e restituiscano quanto percepito. E’ una questione di dignità e di opportunità. Perché, in quanto rappresentanti del popolo, abbiamo degli obblighi morali, al di là di quelli giuridici. E’ necessario ricordarlo sempre”. Duro anche l’affondo del ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, che invita i parlamentari coinvolti a restituire quanto percepito, a dimettersi, ed aggiunge: “Oggi ‘la Repubblica’ parla di cinque parlamentari, di cinque poveri furbetti – afferma Luigi Di Maio – che durante la pandemia hanno avuto il coraggio di avanzare richiesta allo Stato per avere il bonus di 600 euro riservato ai lavoratori autonomi e alle partite Iva in difficoltà. Evidentemente non gli bastavano i quasi 13 mila euro netti di stipendio al mese, non gli bastavano tutti i benefit e privilegi di cui già godono. E’ vergognoso. E’ davvero indecente”. “Mi auguro che queste persone escano volontariamente allo scoperto e che restituiscano il bonus, nel caso ne abbiano usufruito”, le parole del capo politico del Movimento cinque stelle, Vito Crimi. “Posso dire che è una vera vergogna?”, argomenta dal canto suo sempre sui social il segretario del Partito democratico, Nicola Zingaretti.

“Che un parlamentare chieda i 600 euro destinati alle partite Iva in difficoltà è una vergogna. Che un decreto del governo lo permetta è una vergogna. Che l’Inps (che non ha ancora pagato la Cassa integrazione a migliaia di lavoratori) abbia dato quei soldi è una vergogna. In qualunque Paese al mondo, tutti costoro si dimetterebbero”, le parole del leader della Lega, Matteo Salvini. “Cinque parlamentari hanno fatto domanda per il bonus 600 per le partite Iva. Che squallore! Gli italiani sono in ginocchio e qualcuno nel Palazzo si preoccupa solo di arraffare sempre di più”, sottolinea il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, che prosegue: “Intanto, visto che l’Inps non fa i nomi per questione di privacy, invito ogni parlamentare a dichiarare ‘Bonus Inps io no’. In modo che i nomi emergano lo stesso, per esclusione”. “Quei fondi erano per persone in grave difficoltà, chi ne ha approfittato dovrebbe immediatamente autodenunciarsi e restituire subito i soldi”, segnala la capogruppo di Forza Italia alla Camera, Mariastella Gelmini, che invita a fare “una riflessione: magari il governo – osserva – potrebbe scrivere meglio le leggi per evitare simili storture”. 


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