I 25 anni di ordinazione presbiterale di Don Daniele Pinton

di Cinzia Scopano | 07 Dicembre 2022 @ 06:00 | CREDERE OGGI
Don Daniele Pinton
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L’AQUILA – È stata Sua Eminenza il Cardinale Giuseppe Petrocchi a presiedere, nel pomeriggio di ieri, la Liturgia Eucaristica presso la Chiesa di Santa Maria del Suffragio, in occasione del 25esimo anniversario dell’ordinazione presbiterale di Don Daniele Pinton.

“Rendo grazia al Signore per tutto quello che mi ha donato in questi anni – ha dichiarato Don Daniele – nonostante le mie piccolezze e le mie fragilità. È stato grande, il Signore. Ripercorrere 25 anni della mia vita è stato emozionante.

Ho rivisto tutte le cose positive ma anche i momenti di sofferenza che non sono mancati, durante i quali ho sempre avuto il pieno sostegno dei miei Vescovi che  mi hanno aiutato a superare ogni croce”.

Don Daniele si è baccalaureato in Filosofia nel 1994 e nel 1996 in Teologia; nel 2002 ha conseguito la Licenza in Teologia Dogmatica con indirizzo liturgico, nel 2005 il Dottorato in Teologia Dogmatica con indirizzo Liturgico, nel 2010 il Diploma in Archeologia Sacra e nel 2011 la Licenza in Liturgia.

Docente stabile ordinario di liturgia e sacramentaria è Direttore dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose ‘Fides et Ratio’ dell’Aquila e Direttore della Scuola di  Alta Formazione in Beni Culturali Ecclesiastici.

Giornalista pubblicista, da 2 anni è collaboratore prezioso di L’Aquila Blog con la sua rubrica Credere Oggi.

XXVI Anniversario di ordinazione presbiterale di Don Daniele Pinton Chiesa S. Maria del Suffragio (AQ) – 6 dicembre 2022

Prima di concludere questa liturgia eucaristica che come buon ambrosiano, ho chiesto che fosse celebrata in onore di S. Ambrogio vescovo di Milano, di cui domani, e quindi liturgicamente anche da questa sera, ricorre la memoria liturgica, voglio rivolgere a tutti voi un ringraziamento per l’amicizia, per la vicinanza e soprattutto per la vostra preghiera. Esattamente venticinque anni fa, sempre in piazza Duomo a L’Aquila, ma nella Chiesa Cattedrale di S. Massimo, ancora ferita dal sisma del 2009, venivo ordinato presbitero per l’imposizione delle mani e la preghiera di consacrazione di S. E. Mons. Mario Peressin, per il quale questa sera ho rivolto la mia preghiera di suffragio e di ringraziamento per il dono prezioso che mi ha dato. Il giorno della mia ordinazione, era presente anche mons. Giuseppe Molinari, che mi ha accolto come seminarista a L’Aquila, insieme a mons. Peressin, e che ringrazio sinceramente per le parole che stasera mi ha inviato tramite don Alessandro. Anche se non è presente fisicamente, il suo cuore e la sua preghiera è qui con noi. E’ stato oltre che un buon vescovo, anche un padre attento che in questi venticinque anni, mi è sempre stato vicino, mi ha sostenuto, ha pregato per me e mi ha anche consolato nei momenti della sofferenza. Ringrazio di cuore il Cardinale Arcivescovo Giuseppe Petrocchi, che in questi dieci anni di sua presenza all’Aquila, mi ha sostenuto nei miei impegni e ha creduto nel mio agire pastorale. Eminenza, da Lei, ho imparato molto e ho ricevuto molto in bene. La ringrazio per tutte le volte in cui con ‘lo stile piceno’, ha concretamente dato un indirizzo ai miei pensieri e propositi nel compiere la volontà di Dio e mi ha sostenuto soprattutto nell’impegno della ricostruzione di questa Chiesa e nell’impegno quotidiano all’Istituto Superiore di Scienze Religiose. Stasera sono presenti alcuni familiari delle vittime del sisma 2009. Grazie per la vostra testimonianza in questi ormai tredici anni. Mi avete aiutato a comprendere il significato vero dell’amore che supera la morte. L’ufficio che il cardinale Arcivescovo mi ha affidato della pastorale dell’emergenza, che rispecchia la sua particolare sensibilità per la sofferenza e per i cuori affranti e spezzati, è per me un’occasione per continuare il ministero con voi e per voi. Ringrazio di cuore mons. Antonio D’Angelo e l’Abate Roberto Dotta per la loro presenza qui stasera. Un modo per dimostrarmi amicizia e attenzione feconda dell’amore in Dio. Ringrazio di cuore anche tutti i sacerdoti presenti, per la loro vicinanza e amicizia non solo oggi, ma anche nelle varie fasi della mia vita umana e sacerdotale. Con alcuni sacerdoti, in particolare, mi lega un’amicizia lunga e duratura e sono profondamente grato al Signore per avermeli fatti incontrare e per aver permesso che potessimo vivere il dono della stima e dell’amicizia umana e cristiana. Perdonatemi, se stasera farò alcuni nomi. Non significa che non pensi al bene di coloro che preti e laici mi sono stati vicini, ma non posso non ringraziare Don Gino e Don Alessandro, che sono stati compagni di viaggio anche in momenti molto tristi e faticosi. In ogni momento della mia vita sacerdotale, anche nei momenti in cui la croce sembrava pesare molto, loro mi hanno sostenuto nella preghiera e mostrato un volto familiare e amico. Con un sacerdote, don Danilo, qui presente stasera, ci conosciamo e sosteniamo da trent’anni, da quando eravamo seminaristi a Roma. Grazie Danilo, per la tua presenza e per la tua amicizia preziosa. Però stasera, prima di proseguire, voglio ringraziare il presbiterio aquilano e questa Chiesa. Mi sento onorato di far parte di questa comunità. Una chiesa molto variegata, colma dell’amore di Dio, che mi ha fatto sentire sempre a casa. Oggi sono presenti la mia mamma, mio fratello Andrea, i miei zii Rosa e Marziano con altri amici, che sono venuti da Cesano Maderno, per vivere con noi questo memento di gioia. Oggi, qui è presente, nella comunione dei santi, anche mio papà Mario, che ha sempre condiviso con me insieme a mia mamma e alla mia famiglia tutti i momenti belli e anche difficili del mio ministero presbiterale. La tristezza della sua assenza, trova la consolazione nella sua costante presenza nella mia vita anche ora dal cielo. Ringrazio tutti gli amici e collaboratori presenti stasera. Ce ne sono alcuni, tra i quali, permettetemi di ricordarli per nome, Assunta, Antonio, il diac. Gianni e il diac. Francesco che mi accompagnano da sempre nel mio servizio ministeriale. Con loro, non posso dimenticare Michele e Ottaviana che in questi ultimi anni sono stati un prezioso sostegno. Tra voi e con voi, grazie a don Renzo, con cui non solo ci accomunano gli stessi anni di messa, ma anche venticinque anni di amicizia e fraternità pastorale, con una testimonianza che mi ha sempre dato, di amore sincero alla Chiesa. Ringrazio, tutti voi, qui presenti, parte significativa della comunità cristiana allargata che da venticinque anni si trova qui alla Chiesa del Suffragio per la liturgia e per le attività pastorali. Tra voi, questa sera ci stà una significativa presenza di Capi Scout dell’Aquila3. Una nuova primavera nel mio servizio pastorale è stata quella di continuare con voi il mio sevizio di testimonianza del vangelo. Un servizio iniziato anni fa, da giovanissimo sacerdote, come assistente diocesano di Azione Cattolica ragazzi. E voglio ringraziare, anche i ragazzi del coro giovanile S. Massimo che oggi hanno animato la liturgia e anche il gruppo del servizio liturgico che mi accompagna per ogni liturgia domenicale e festiva. Tra voi, non posso non ringraziare don Martino, che ha proseguito il servizio prezioso a favore della liturgia, che mi ha accompagnato per molti anni. Rendendo grazie a Dio per il dono che mi ha fatto del sacerdozio ministeriale. Sono un peccatore, ma Dio mi ha portato clemenza e mi ha mostrato il suo amore sia nei momenti brutti come anche in quelli belli della mia vita. Ci sono stati dei momenti in cui, piegato dal male ingiusto, ho trovato sostegno nell’eucaristia e anche in molti di voi, cari fratelli e sorelle. Il Signore, vi renda merito, vi benedica e vi colmi del suo amore e della sua pace.

 


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