Hotel Rigopiano, sei anni fa la valanga che portò via 29 persone

Mercoledì 18 gennaio è l'anniversario della tragedia che colpì il resort della piccola frazione di Farindola. Riprende nello stesso giorno il processo nel tribunale di Pescara: 29 persone indagate e una società, la sentenza attesa a breve

di Marianna Gianforte | 17 Gennaio 2023 @ 06:08 | CRONACA
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PESCARA – Tanta neve, un boato, poi il buio, i soccorsi, la concitazione, la paura di non riuscire a portare via quante più persone possibile dalle macerie, miste a quintali di neve, in cui era ridotto l’hotel Rigopiano, a Farindola, lungo la dorsale orientale del massiccio del Gran Sasso, nel Pescarese. Il 18 gennaio 2017 resterà impresso per sempre nella memoria dell’Abruzzo e dell’Italia intera, e, soprattutto, dei superstiti (11 persone), dei famigliari delle vittime, dei soccorritori e delle soccorritrici che hanno strappato neve con le mani persino, nel tentativo di salvare vite nella notte. Domani, mercoledì 18 gennaio, sarà l’anniversario della tragedia, ma anche quello della ripartenza del processo nel tribunale di Pescara.

Una data non casuale, quella della ripresa delle udienze, bensì evocativa, a ricordo delle persone scomparse proprio in quel giorno di sei anni fa. Il 2023 potrebbe essere, dunque, l’anno della sentenza, che i famigliari delle vittime attendono da sei anni dal tribunale di Pescara. Sentenza dalla quale si aspettano risposte sulle eventuali responsabilità umane di un evento tragico che, forse, si sarebbe potuto evitare: la valanga che travolse l’albergo in un attimo, intorno alle 16,49, provocando 29 morti e lasciando 11 superstiti. E domani mattina si terrà proprio la prima delle sei udienze riservate alle arringhe difensive, come ricorda l’agenzia Agi. A febbraio ulteriori tre udienze per le repliche, mentre il 17 febbraio dovrebbe arrivare la decisione del giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Pescara, Gianluca Sarandrea.

Il processo coinvolge 29 persone e una società; si tratta di appartenenti a varie istituzioni: Regione, Provincia, Comune di Farindola, prefettura, che saranno giudicati con il rito abbreviato e dovranno rispondere, a vario titolo, delle accuse di disastro colposo, omicidio e lesioni plurime colpose, falso, depistaggio, abusi edilizi. L’accusa, rappresentata dal procuratore capo Giuseppe Bellelli, e dai pubblici ministeri Andrea Papalia e Anna Benigni, nel corso della requisitoria ha chiesto 26 condanne e quattro assoluzioni.

Ma questi sono soprattutto i giorni del dolore per i famigliari delle vittime che domani, subito dopo l’udienza, alle 12, andranno a Rigopiano, sul luogo della tragedia, per commemorare i propri cari.

Una valanga del peso di 120mila tonnellate crollò sull’hotel. In quelle stesse ore l’Abruzzo era in emergenza neve e in tutto l’entroterra superava anche i due metri di altezza, con migliaia di famiglie senza corrente elettrica e paesi isolati, in difficoltà anche a ricevere i soccorsi. La macchina operativa della protezione civile era impegnata su tanti fronti diversi e centinaia le richieste di aiuto. Sempre in quello stesso giorno, ad aggravare la situazione di emergenza già in atto, si registrarono quattro scosse di terremoto: la prima alle 10,25 di magnitudo 5.1 con epicentro a Montereale, la seconda di magnitudo 5.5 alle 11,14 con epicentro a Capitignano; la terza alle 11,25 di 5.4 con epicentro a Pizzoli; la quarta di magnitudo 5.0 alle 14,33 con epicentro a Cagnano Amiterno. 

La lettera pubblicata su Facebook dal  comitato di parenti e amici delle vittime ‘Rigopiano, in attesa del fiore’, nato per la memoria e la giustizia 

Mercoledì 18 gennaio 2023 ore 9 si tornerà in aula a Pescara.
Questa volta, proprio nel giorno del sesto anniversario della strage di Rigopiano, inizieranno le arringhe difensive degli avvocati degli imputati.
Per tutti noi familiari sarà una giornata carica di sentimenti contrastanti, tutti concentrati in poche ore:
APPRENSIONE per l’attesa dell’udienza;
RABBIA per le parole che inevitabilmente dovremo sentire in aula, finalizzate a discolpare i responsabili, coloro che non hanno fatto niente per evitare la morte di 29 persone abbandonate lassù;
SPERANZA, che vengano confermati i 151 anni richiesti dal Pubblico Ministero.
Poi, nel pomeriggio, lasceremo spazio
ALL’AMORE, motore delle nostre battaglie da 6 lunghi anni;
RICORDO dei nostri cari morti ingiustamente per l’incuria, l’incapacità e il menefreghismo di chi aveva il compito di tutelarli e che avrebbe potuto e dovuto salvarli;
DOLORE per i tanti anni che avevano ancora davanti i nostri angeli;
COMMOZIONE nel ricordare tutto il percorso di quei giorni tragici tra angoscia e speranza, per poi ritrovarci a questa condanna all’ergastolo del dolore, fine pena mai.
Non sarà facile riordinare tali emozioni e dare il giusto spazio a tutte loro, ma siamo determinati ad andare avanti, fino alla fine, nella convinzione che lo stare tutti insieme allevi la sofferenza e ci renda più forti. Appuntamento alle 15 a Rigopiano.

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