Hotel e piazzetta del Sole, all’antico splendore?

di Alessio Ludovici | 02 Dicembre 2021 @ 06:00 | RACCONTANDO
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L’AQUILA – Hotel e piazzetta del Sole, spazi riconquistati al passeggio. Si presenta finalmente libera da occupazioni la piazza che una volta era il cortile di palazzo Cappa Cappelli. Smontato tutto l’impalcato, torna alla vista anche il vecchio Hotel di inizio ‘900 con le vie che lo circondano.

Dell’hotel, in mano ad una società di leasing del gruppo Ubi, non si conosce ancora il futuro. La struttura, riportava il magazine Virtù Quotidiane, era in vendita e c’erano in ballo tre offerte. La distanza tra offerta e domanda, apprendiamo adesso, non sarebbe stata colmata stante la richiesta di quattro milioni da parte della attuale proprietà. L’Hotel ha peraltro perso, non senza un lungo contenzioso, uno dei suoi pezzi pregiati, il discusso terrazzo che oggi non esisterebbe più, chiuso con locali ora destinati a servizio. 

Nel frattempo, almeno, è possibile riassaporare l’atmosfera tipicamente 800-900esca della piazza, impreziosita dal giardino antistante e caratterizzata dalla pensilina in metallo tipica degli ingressi dei vecchi alberghi come dalle belle ringhiere in ghisa. L’albergo ha poco più di un secolo di vita del resto, prima era edificio ad uso civile. Camere, sale conferenze e tanti personaggi del mondo della cultura e della politica transitati nella piazzetta. Anche aneddoti storici famosi in città. L’Hotel durante il secondo conflitto bellico fu sede del comando generale della gendarmeria tedesca e fu oggetto di un’azione di giovanissimi partigiani aquilani.

Scriveva Marcello Liberatore nel suo “Una giovinezza rubata”: “Al calar del buio ognuno di noi si posizionò. De Meo controllava via Cannella, Fioredonati via Pizzodoca, Cesaroni, fingendo di bere alla fontana, controllava l’ingresso dell’albergo”. Organizzarono uno scasso ai danni di vetture tedesche ma, scoperti, si diedero alla fuga per le strette vie adiacenti, “per poi ritrovarci – disinvolti – allo stesso bar” che poi altri non era che il bar Eden ai quattro cantoni frequentatissimo dagli stessi tedeschi. 


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