Hacker, i dati sanitari degli aquilani alla mercé di chiunque?

di Alessio Ludovici | 10 Maggio 2023 @ 12:42 | CRONACA
Print Friendly and PDF

L’AQUILA – Ulteriori sviluppi sull’attacco hacker e sui dati sanitari diffusi. Come abbiamo raccontato stamani l’azienda, dopo la smentita del primo giorno, non ha mai confermato ma nemmeno smentito le notizie uscite successivamente sull’esfiltrazione di dati. Prima un referto ginecologico poi, ieri, un file .rar con i primi 10 gb di materiali. Queste le prove fornite dalla cybergang Monti. Pubblichiamo a seguire la diffida ricevuta dalla Asl a diffondere “materiale provento dell’attacco”

La conferma dei dati caricati da cybercriminali su una pagina di Tor (un software libero che permette una navigazione anonima sul dark web) non fa che aumentare le preoccupazioni rispetto a una violazione della privacy davvero senza precedenti per i cittadini aquilani. Aquilani e non solo, perché i presidi sanitari provinciali sono ovviamente anche sede di tanti reparti specializzati utilizzati da utenti di altre Asl.

Una cosa grossa che riguarda tutti noi. Cittadini, magari il compagno di banco a scuola, la collega di lavoro o il vicino in fila alle poste, gli stessi amministratori comunali o regionali, le condizioni di salute di un figlio o di un genitore. Dati con i quali i cybercriminali stanno ricattando la Asl dell’Aquila ma che potrebbero tranquillamente finire anche nel mercato nero dei dati in mano ad altri criminali che potrebbero usarli a loro volta per estorcere denaro ai cittadini. 

A chiedere nuovamente una conferma o una smentita da parte delle autorità sanitarie e regionali sulla esfiltrazione dei dati è stato stamattina il gruppo consiliare in consiglio regionale del Movimento Cinque Stelle che, con la senatrice Di Girolamo, ha annunciato anche una interrogazione in parlamento.  

“Silenzio imbarazzante e insostenibile” ha dichiarato il consigliere regionale Giorgio Fedele, M5S, durante la conferenza stampa di stamattina.  “Una provincia paralizzata dopo un evento criminale sul quale però poniamo delle domande per capire la situazione dei servizi sanitari”. Fedele ha detto di ricevere chiamate in continuazione di gente a cui stanno saltando visiti o preospedalizzazioni per la mancanza delle cartelle.

L’aspetto della sicurezza. “Quello che è successo – ha proseguito Fedele – è gravissimo, ne chiediamo contezza ma vogliamo fare in modo che non accada nelle altre Asl o su altre altre reti della Regione Abruzzo e per questo chiediamo un check-up di tutte le reti regionali. Ieri in Commissione non si è presentato nessuno né della Asl né del governo regionale,  è un fatto gravissimo. Al cittadino va detta la verità e dire che non si può parlare è un’ulteriore aggravante perché abbiamo chiesto di sapere quali prestazioni e cosa si immagina di predisporre per superare l’emergenza. Chiederemo ufficialmente un consiglio straordinario con l’audizione di Marsilio. Chiediamo anche un sostegno, un supporto logistico e sanitario delle altre Asl”. 

Sulla vicenda, intanto, è tornata anche Azione con una nota del consigliere comunale Enrico Verini e del segretario comunale Angelo Mancini: “Manca totalmente – scrivono – una dichiarazione chiara da parte dell’azienda che informi i cittadini tutti dello stato delle cose, offrendo agli stessi quanto meno un quadro di riferimento esatto affinché, soprattutto se malati, possano eventualmente adoperarsi per ricercare soluzioni diverse se al momento il loro diritto costituzionale a ricevere cure non può essere soddisfatto dalla nostra struttura”.

“Visto che i vertici della ASL aquilana tacciono in maniera incredibile e che addirittura ieri il manager Romano si è sottratto al confronto in Commissione regionale adducendo motivi di riservatezza (il che è inaccettabile francamente), ci rivolgiamo direttamente a lui attraverso la stampa per avere una risposta a queste domande:

  1. Sono accessibili agli operatori sanitari le banche dati ospedaliere contenenti i dati medici dei pazienti che ricevono (o almeno dovrebbero) trattamenti sanitari per malattie croniche e che quindi necessitano di percorsi terapeutici conseguenti rispetto a quelli già ricevuti?
  2. Fino a quando il blocco degli esami diagnostici, causato dal mal funzionamento dei sistemi informatici, resterà in atto? Non dimentichiamo che effettuare anche un esame del sangue, così come ogni altra indagine diagnostica, è funzionale rispetto alla tempestività della cura che è l’elemento spesso decisivo in medicina.
  3. Può garantire ai cittadini che le prestazioni sanitarie dentro l’ospedale aquilano, alla luce dei blocchi dei sistemi informatici operativi, sono assicurate pienamente oppure no?
  4. Esiste una assicurazione stipulata dalla Asl aquilana che protegga la stessa in casi come questo? Oppure siamo a forte rischio di esborsi di soldi pubblici per evitare ricatti o, peggio, qualora ci fosse la pubblicazione dei dati sensibili dei pazienti, per far fronte a ipotesi di risarcimento che a quel punto prevedibilmente arriverebbero in quantità tale da destabilizzare il quadro economico dell’azienda nostrana?
  5. E’ stato previsto un sistema di rimborso per coloro che, nella urgente necessità di cure e nell’impossibilità di riceverle qui, sono o saranno costretti a rivolgersi alla sanità privata?
  6. Ritiene il manager Romano, l’atteggiamento dei vertici aziendali in linea con gli standard amministrativi e gestionali richiesti per esercitare la conduzione di una azienda complessa come la nostra ospedaliera?

“Queste domande – la chiosa di Azione – sono di valenza generale e nell’interesse esclusivo della nostra comunità che ha diritto  di avere certezze e che, sui suoi diritti elementari, non può ricevere reticenze e fughe dalle responsabilità. Conoscere questi dati certamente non risolverà il problema, ma quantomeno permetterà alla popolazione che necessita di cure, di capire se e come provvedere eventualmente in maniera diversa, qualora questa possibilità per un tempo imprecisato, fosse negata presso il nostro ospedale”. 

 

 

Print Friendly and PDF

TAGS