Guerra e inflazione, Crosetto a L’Aquila: “I Comuni devono fare la loro parte”

di Alessio Ludovici | 04 Giugno 2022 @ 06:00 | VERSO LE ELEZIONI
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L’AQUILA – “La guerra nella busta della spesa”, evento della campagna elettorale di Biondi, ieri in pieno centro, per confrontarsi sugli effetti della crisi Ucraina sull’economia. Protagonista del pomeriggio l’onorevole Guido Crosetto, tra i fondatori di Fratelli d’Italia, che ha passato parte della giornata  in città. A confrontarsi con lui il giornalista economico Stefano Cianciotta. “Siamo arrivati a un punto in cui non basta nemmeno lavorare per vivere, si sono spezzate le ragioni di un patto sociale e quindi le radici di un paese”. “Su una situazione già difficile si sono innestate prima la pandemia, poi la guerra, con l’esplosione del costo delle materie prime. Ci siamo accorti che ci sono cose che nemmeno si producono più in Europa. Le economie ricche hanno spostato pezzi vitali di economie in altri paesi e e ora soffrono. L’imprenditore da solo non ce la fa più, anche i Comuni devono fare la loro parte mettendosi a disposizioni delle imprese.

“Creare all’Aquila un grande centro di formazione per le discipline informatiche, dando linfa vitale alle aziende e creando occupazione giovanile”. Questa la proposta lanciata ieri sera dal sindaco dell’Aquila, Pierlugi Biondi durante l’incontro con Crosetto.
«Le riflessioni che ho ascoltato sul mondo delle imprese – ha continuato Biondi  – sono le stesse che hanno caratterizzato questi cinque anni di Giunta:  affrontare i problemi delle aziende, confrontandoci quotidianamente con il tessuto imprenditoriale del nostro territorio per recuperare  tutte quelle realtà che si sono allontanate dalla politica. Per questo la mia Amministrazione ha istituito un momento fisso da dedicare al settore produttivo, dalle piccolissime imprese formate da una sola persona, alle aziende agricole per arrivare alle grandi aziende farmaceutiche o dello spazio”.
“Non bisogna mai smettere – ha concludo Biondi – come ha fatto una certa sinistra, di occuparsi dei diritti collettivi dei lavoratori e delle imprese stesse che chiedono semplicemente meno rigidità e più semplificazione”.

 


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