Gssi, nuovo anno accademico. La ministra Messa: “Dal Pnrr fondi per le borse di dottorato”

di Marianna Gianforte | 13 Gennaio 2022 @ 06:00 | ATTUALITA'
Gssi. La ministra Messa: "Fondi per le borse di dottorato"
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L’AQUILA – Il Gssi è una scuola di dottorato internazionale e un centro di studi avanzati in fisica, matematica, informatica e scienze sociali nella quale «si respira scienza». Sono le parole pronunciate ieri mattina dalla ministra dell’Università e della Ricerca Maria Cristina Messa, intervenuta in collegamento a distanza all’inaugurazione dell’anno accademico 2021/2022 del Gssi. 

La ministra ha subito sottolineato il ruolo della scuola superiore universitaria a ordinamento speciale, fondata nel 2012 come istituto di ricerca e di alta formazione dottorale dipendente dall’Istituto nazionale di fisica nucleare, stabilizzata e resa autonoma nel 2016. Per Messa la scelta di costituire una realtà come il Gssi è stata fatta «in modo innovativo e determinato»:

Sono certa che decisamente aiuta un’intera comunità sia nella città e nella regione, sia nella comunità internazionale. L’impatto sul territorio di questi investimenti è notevole sulle comunità nazionale e internazionale. Questo Governo ha puntato moltissimo sui dottorati di ricerca. Nel Pnrr abbiamo previsto un finanziamento molto forte sulle borse di dottorato, che permetteranno di aumentare il numero dei dottorati dagli 8-9mila attuali, a 20mila se tutte le risorse verranno messe a frutto.

La formazione di questo tipo, come quella della scuola superiore del Gssi, è importante non soltanto per l’accademia, ma soprattutto per il Paese, per l’industria, per la pubblica amministrazione, per il territorio intero. Abbiamo cercato di cambiare la visione del dottorato, e infatti a dicembre è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il nuovo regolamento del Mur sulle modalità di accreditamento, istituzione e disciplina dei dottorati di ricerca, che dà un più ampio respiro al mondo del dottorato, lo rende più flessibile, semplifica l’interazione con l’industria, con la pubblica amministrazione e altre organizzazioni che possono avere interesse a includere queste figure di ricercatori in grado di portare elementi di innovazione scientifica e non solo. Un aspetto che nel corso di questo anno saranno molto importanti: a febbraio usciranno nuovi bandi, in particolare nell’ambito della pubblica amministrazione e della cultura).

Altra frontiera sarà l’aumento dei salari di questi giovani ricercatori e scienziati, ora tra i più bassi in Europa. Un investimento molto importante. Oltre alle persone, occorre avere i programmi: investiremo fondi del Pnrr e fondi dello Stato dopo tanti anni, sono 11 miliardi del Pnrr che verranno spalmati su tante attività, dalla ricerca al business, in maniera equa. Le Regioni sono tutte coinvolte. Sottolineo che la ricerca va protetta: credo che sia molto importante l’impatto che una scuola superiore come il Gssi possa dare al territorio, sulla prevenzione ad esempio dei rischi. Ricordo i progetti promossi dal Gssi sul rischio sismico e sul monitoraggio dei dati dell’emergenza Covid-19. Un altro ruolo importante è nell’orientamento degli studenti: dobbiamo tutti lavorare a un migliore orientamento dei giovani. Secondo gli ultimi dati dell’Ocse, l’Italia ha ancora il primato dei giovani tra i 15 e i 29 anni che non lavorano e non studiano, il 25% dei cosiddetti “Neet”. Non è più ammissibile. Accanto alle scuole superiori, lo sforzo del Governo sarà messo nella ricerca delle occasioni migliori per questi giovani, per non perderli per strada.

La ministra è intervenuta dopo i saluti del presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio e del sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi. Il presidente Marsilio ha ribadito che il Gssi si è dimostrato “un esperimento perfettamente riuscito, una scommessa sulla quale è stato giusto investire”, mentre il sindaco ha ricordato le tante occasioni di collaborazione tra il Comune e il Gssi: dal collegio di merito, che metterà a disposizione degli studenti parte del patrimonio immobiliare pubblico aquilano, ai prossimi Osservatori cittadini, dedicati alla cultura urbana e all’impatto della pandemia.

L’inaugurazione dell’anno accademico è entrata nel vivo con la relazione del rettore Eugenio Coccia, che ha visto nascere il Gssi e arrivato al suo ultimo anno di mandato. Il rettore ha riepilogato le tappe fondamentali del Gssi che, dopo un primo triennio sperimentale, dal 2016 è una delle sei scuole superiori italiane, ed è diventata in breve tempo un’istituzione riconosciuta a livello internazionale per la qualità della ricerca nelle sue quattro aree di specializzazione: l’astrofisica delle particelle, la matematica, l’informatica e le scienze sociali.

Eugenio-Coccia-rettore-Gssi

Una popolazione accademica di circa 250 tra studenti, ricercatori e docenti, con mille domande all’anno che arrivano da tutto il mondo per le circa 40 borse di dottorato disponibili. Il rettore ha ricordato che il 40% degli studenti che consegue il dottorato al Gssi continua il suo percorso di formazione postdoc in istituzioni internazionali prestigiose. L’eccellenza della scuola superiore ha avuto un riconoscimento anche dalla recente visita del comitato internazionale di valutazione dell’Anvur.

Il Rettore Coccia ha poi presentato i progetti in cantiere, tra i quali: il collegio di merito; gli osservatori basati sugli open data; il satellite Nuses; un laboratorio dedicato alle tecnologie spaziali del Gssi ai laboratori nazionali del Gran Sasso; il progetto, insieme a Thales Alenia Space, della fondazione Gran Sasso Tech, che dovrà stimolare la ricerca e l’innovazione nel settore spaziale e in quello delle tecnologie quantistiche.

Gli esseri umani hanno sempre dovuto affrontare il cambiamento, che però non è mai stato così accelerato. Noi dobbiamo chiederci: cosa dobbiamo insegnare ai giovani? Quali sono le competenze di cui avranno bisogno in futuro? Nel loro bagaglio ci dovranno essere sicuramente la curiosità e la memoria, intesa come etica della responsabilità. Viviamo, a causa della pandemia, la più grande crisi della nostra società: il mondo si avvicina a una difficile ricostruzione e la comunità scientifica e intellettuale e universitaria abbiamo il dovere di preservare la libertà di pensiero e aprire l’accesso alla conoscenza a tutti e rendere possibile la consapevolezza dei cittadini. Il disegno di una società più aperta e più giusta è una grande responsabilità da perseguire anche tramite i fondo del Pnrr. Ci prepariamo a oltrepassare delle nuove “colonne d’Ercole del cambiamento”, del quale non siamo in grado di delineare il futuro.

ha concluso Coccia, citando la storia epica di Ulisse e il pensiero di Dante Alighieri.

Un saluto agli studenti e un augurio per il nuovo anno accademico del Gssi, sono arrivati, con un messaggio via e-mail, dall’astronauta Samantha Cristoforetti e di Barry Barish, premio Nobel per la fisica per la scoperta delle onde gravitazionali e membro del comitato scientifico del Gssi, la cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2021-2022 si è conclusa con la lectio magistralis “La robotica ispirata alla vita” tenuta da Barbara Mazzolai, direttrice del Bioinspired Soft Robotics Lab dell’Istituto italiano di tecnologia. Un affascinante viaggio alla scoperta di come le più moderne tecnologie possano essere usate per imitare straordinari meccanismi naturali: dalle ventose del polpo agli uncini delle piante rampicanti.


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