Gsa-Piccinini, le opposizioni: “Inconferibilità mette in pericolo sottoservizi”

di Redazione | 14 Aprile 2022 @ 18:44 | POLITICA
Toluene Gran Sasso Acqua
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L’AQUILA – “Si confermano nuovamente, grazie ad Anac, e non più per sola bocca dell’opposizione, gli evidenti limiti di questa amministrazione di centrodestra. Un aspetto grave quello discusso nella commissione di Vigilanza e controllo riunita ieri che non può e non deve cadere nel dimenticatoio”. A dirlo in una nota congiunta sono i capigruppo di opposizione in Consiglio comunale Stefano Palumbo (Pd), Paolo Romano (Iv), Giustino Masciocco (Democratici progressisti articolo 1 per L’Aquila) ed Elia Serpetti (Il passo possibile), che intervengono così sulla inconferibilità certificata dall’Anac del presidente della Gsa (Gran Sasso acqua) Alessandro Piccinini
 
“L’inconferibilità può mettere a repentaglio le decisioni da prendere in seno alla Gran Sasso acqua in primis sul secondo stralcio dei sottoservizi – si legge nella nota -. Parliamo di investimenti per un importo pari ad euro 42.460.000 su cui gravano criticità non più rinviabili. Pur avendo il massimo rispetto per il responsabile della prevenzione della corruzione e trasparenza e il collegio sindacale della società partecipata, serve urgentemente dare contezza a quanto emerso nella delibera Anac con la consequenzialità degli atti da adottare. Serve tutelare i cittadini che da questa delibera rischiano di essere i più colpiti: più il tempo passa e più si espongono le azioni amministrative della partecipata Gran Sasso acqua, che svolge un servizio essenziale per la comunità, a potenziali ricorsi di chi si sente non tutelato dalle scelte prese dalla società. Se da un lato vi è la preoccupazione sul prosieguo delle attività della Gran Sasso acqua dall’altro si conferma nuovamente il difficile rapporto dell’amministrazione Biondi con l’autorità nazionale anticorruzione e con le normali procedure amministrative”. 
 
“A rendere ancora più preoccupante la recente vicenda che ha visto coinvolto l’avvocato Piccinini – prosegue la nota -, sono infatti i precedenti casi emersi nel corso di questa consiliatura. Del tutto analogo fu il caso di Paolo Federico, costretto alle dimissioni dall’incarico di amministratore unico di Asm. Diversi ma non meno significati quelli invece relativi al conferimento di dirigente e capo dipartimento a Tiziano Amorosi. Senza dimenticare i fatti affrontati in questi cinque anni dalla commissione di Vigilanza e controllo, come per esempio l’affidamento della direzione di esercizio da parte dell’amministratore del Centro turistico del Gran Sasso. A unire tutte queste vicende un unico comune denominatore, una matrice politica ben precisa all’interno della maggioranza di centrodestra, quella del partito guidato proprio dal sindaco, che ha esposto e continua sistematicamente a esporre l’ente comunale e le sue società partecipate a rischiose conseguenze pur di rafforzare il proprio cerchio magico”.
 
 

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