Green pass, una saga per chi ha la “dose unica” prescritta dal medico

di Redazione | 19 Agosto 2021, @11:08 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – “All’atto della vaccinazione abbiamo ricevuto l’attestazione vaccinale cartacea e nelle settimane successive abbiamo anche provveduto a richiedere presso il punto vaccinale la certificazione formale. in entrambi i documenti viene chiaramente indicata “Dose Unica”.” Comincia così la segnalazione di alcuni cittadini, che raccontano la storia di Letizia e Franca.
“Con l’avvento del Green Pass iniziano i problemi. Per Letizia abbiamo ricevuto il codice “Authcode” con cui abbiamo potuto scaricare un Green Pass non più valido in quanto nell’indicazione delle dosi riporta la dicitura di “1 di 2”. Per Franca invece nessuna mail, nessun codice “Authcode” e nessuna possibilità di scaricarlo dal sito, dalla farmacia o dal medico di base.
Iniziano a questo punto i tentativi per comprendere le motivazioni e cercare di risolvere in breve tempo e ottenere finalmente l’attestazione di “libertà”. Avendo rispettato le indicazioni del medico di base e dei medici vaccinatori ci saremmo attesi che il Green Pass rispettasse i dettami della medicina. 2 telefonate al 1500 della durata complessiva di 1 ora e 30 min, due passaggi al punto vaccinale oltre alle vaccinazioni, una specifica richiesta di aiuto al coordinatore regionale per la vaccinazione, due passaggi dal MMG e un tentativo estremo in due farmacie per non risolvere nulla.
Dopo questo “simpatico” percorso ad ostacoli e su indicazione del referente regionale per la vaccinazione Dott. Brucchi, ci siamo recati di nuovo al punto vaccinale per verificare che i dati e le registrazioni relative alla vaccinazione unica per Franca e Letizia fossero coerenti con la documentazione cartacea.
Presso il punto vaccinale, questa volta aiutati dal personale molto disponibile e preparato, seppur provato dalle tante difficoltà imposte dalle procedure, abbiamo ricevuto chiarimenti sebbene non la soluzione al problema.
La vaccinazione unica, stabilita dai medici, viene superata dalla procedura burocratica del Ministero che, in assenza di un “tampone positivo” tracciabile, non rilascia la certificazione valida per il Green Pass. In pratica, la vaccinazione UNICA disposta dal personale medico viene superata da una circolare ministeriale emanata il 4 agosto 2021, a distanza di oltre 4 mesi dalla scelta dei medici vaccinatori. La rigida procedura del sistema informatico non permette la gestione di utenti vaccinati con la dose unica. La soluzione al problema, secondo il sistema informatico predisposto dal Ministero della Salute, sarebbe semplicemente quella di effettuare appena possibile la seconda dose, anche se non prevista dal medico vaccinatore.
Per avere estrema certezza dell’efficacia vaccinale abbiamo provveduto, a nostre spese, ad effettuare dei test per valutare la presenza di anticorpi covid-19 (ANTI-SARS-COV-2 IGG II QUANT.) per Franca e Letizia. I risultati molto rassicuranti sono stati i seguenti:
Franca: 19.056 al 15 maggio 2021 e 10.191 al 30 luglio 2021;
Letizia: 1.590 al 14 giugno 2021 (ripeteremo entro pochi giorni l’esame)
Franca e Letizia se vogliono prendere un treno, un pullman, andare al ristorante ecc., al momento non possono farlo, nonostante il pieno rispetto delle indicazioni ricevute dai sanitari e aver sviluppato gli anticorpi al di sopra dei valori minimi. Ad oggi la loro libertà è limitata a causa di una procedura informatica che non tiene in considerazione le indicazioni dei medici. Quindi dobbiamo considerare la procedura informatica di valore superiore a quella del medico sulla base della circolare del 4 agosto 2021 che quindi supera la Legge del 23 luglio? Sarà questa l’indicazione giusta, ci saranno ulteriori evoluzioni?
E comunque, un cittadino che si trova nel pieno rispetto delle norme perché deve perdere tutto questo tempo per un onere che spetta allo Stato? Non è il cittadino ad avere l’esigenza del controllo del rispetto delle prescrizioni vaccinali ma appunto lo Stato. Tutti questi oneri, di preoccuparsi di scaricare il green pass, di verificare che sia valido e se non lo è di preoccuparsi di trovare la soluzione non può e non deve essere un onere del singolo ma del sistema o dei sistemi di controllo, siano essi di carattere sanitario o semplicemente amministrativi.”


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