Green pass, il sindacato dei finanzieri scrive al Ministero

di Redazione | 21 Settembre 2021 @ 08:43 | ATTUALITA'
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ROMA – Il Sinafi, sindacato nazionale di finanzieri interviene sulle problematiche riguardanti la certificazione verde (Green Pass) e obbligo vaccinale.

“Pregiatissimi Ministri, nella consapevolezza del momento storico particolarmente delicato e complesso che stiamo vivendo, Vi rendiamo partecipi delle serie difficoltà riscontrate da diversi appartenenti al Corpo, iscritti a questa Organizzazione Sindacale, guariti dal Covid19 e che hanno effettuato solo la prima dose di vaccino, così come previsto dai protocolli sanitari, ma che ancora oggi non riescono ad ottenere il rilascio del proprio certificato verde.

Come doverosamente segnalato in precedenza ai vertici istituzionali di pertinenza, parrebbe che le suddette difficoltà siano prevalentemente ricollegabili a probabili deficit nel sistema delle comunicazioni tra diverse PP.AA. che vede quale destinatario finale, unico abilitato al rilascio dei Green Pass, il Ministero della Salute.

Come è facilmente intuibile, la persistenza di tale rilevante problematica rischia di ripercuotersi inevitabilmente sulla vita quotidiana – lavorativa e privata – di coloro che versano in tale paradossale situazione e che non riescono ad entrare in possesso del green pass, atteso che al momento a loro viene preclusa ogni forma di partecipazione alla vita sociale per la quale è prevista l’esibizione della certificazione. La scrivente Organizzazione Sindacale, inoltre – così come già fortemente auspicato da altre parti sociali – ritiene doveroso che il Governo rifletta seriamente sulla “duplice” necessità di rendere obbligatoria, per legge, la somministrazione della profilassi vaccinale approvata, unitamente alla garanzia di contribuire concretamente alla ricerca scientifica per lo sviluppo e l’implementazione di idonee terapie di contrasto e cura della Sars CoV-2, ma anche che lo Stato si assuma gli oneri connessi a gravi effetti collaterali inerenti alla vaccinazione. Seppur comprensibile, è del tutto evidente, infatti, come tale misura inerente al Green Pass, così come concepita, rischi di incidere fortemente sulle libertà fondamentali dei cittadini e tenda ad indurre, indirettamente, a far effettuare la vaccinazione in maniera diffusa mediante l’esclusione lavorativa e sociale. La scrivente O.S. non mette in dubbio la necessità di procedere in tal senso a fronte di una Pandemia così aggressiva, atteso che da quanto emerge dalle linee guida dedicate la comunità scientifica ha ritenuto che la soluzione prioritaria di contrasto debba essere la vaccinazione, ma ciò, ovviamente, deve avvenire necessariamente in forza di una legge. Legge, che da un lato renda obbligatorio il vaccino, regolamenti nel dettaglio anche i casi di esclusione per coloro che soffrono di particolari patologie, definisca forme alternative di controllo dei contagi per coloro che non siano favorevoli alla vaccinazione e delinei le conseguenze dirette e indirette, in ambito sociale e lavorativo, per coloro che decidano di non vaccinarsi, ma dall’altro tuteli anche il cittadino da eventuali effetti collaterali avversi conseguenti alla vaccinazione. La scrivente O.S., peraltro, è fortemente preoccupata circa le misure che verranno emanate dalle Amministrazioni del comparto, a seguito dell’obbligatorietà del Green pass per l’accesso ai luoghi di lavoro da parte di coloro che non intendano vaccinarsi ma possano alternativamente ricorrere al tampone rinofaringeo per dimostrare la non positività al virus, in contingenza dell’espletamento dei servizi organizzati in turnazioni. Al riguardo si ritiene che proprio per la peculiarità dei servizi resi dagli operatori di Polizia, con turnazioni notturne e festivi, connotati da specificità intercompartimentale di status e di impiego di cui all’art. 19, legge 183/2010, si debbano prevedere tamponi gratuiti (tamponi rapidi di terza generazione) anche da fare, all’occorrenza, direttamente presso le caserme. In attesa di un autorevole intervento in merito alle tematiche segnalate, si coglie l’occasione per porgere cordiali”


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