Green pass. Controlli sì, controlli no: “l’ansia” e la confusione di clienti e commercianti

di Marianna Gianforte | 02 Febbraio 2022 @ 06:00 | ATTUALITA'
angelo liberati green pass
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L’AQUILA – Il certificato verde da ieri obbligatorio per entrare negli uffici pubblici, alle poste, in banca e nella maggior parte dei negozi, compresi tabaccai ed edicole, è diventato l’incubo di clienti e commercianti, ai quale spetta l’obbligo dei controlli. Un gesto, quello di esibire la propria certificazione Covid-19, che prende il tempo dello schiocco di un accendino, o della digitazione di uno short message; eppure, le novità in vigore da ieri con la prassi delle esibizioni, generano qualche scontento: si perde troppo tempo, s’infastidiscono i clienti, si crea confusione nei locali e altre motivazioni simili.

Certo, i nuovi obblighi implicano uno sforzo organizzativo che ad alcuni commercianti appare notevole, soprattutto se si tratta di piccole realtà a conduzione famigliare e che devono dedicare una persona (magari distolta da altre attività) al controllo dei green pass dei clienti; una situazione che comporta un dispendio di tempo e di risorse.

A ingresso libero restano, in sostanza, soltanto gli esercizi commerciali che vendono farmaci, generi alimentari e prodotti di prima necessità: i supermercati, gli alimentari, le farmacie e pochi altri esercizi commerciali di beni essenzialie (quelli che vendono combustibili e alimenti per gli animali ad esempio).

“Noi conosciamo molto bene i nostri Clienti”, racconta la titolare di un’edicola della periferia dell’Aquila, che preferisce restare anonima:

“Conosciamo quasi tutti i nostri clienti e sappiamo chi ha ricevuto il vaccino e chi no; per questo riusciamo già a fare una cernita tra i clienti ai quali dobbiamo chiedere di mostrare la certificazione verde e coloro che, invece, già sappiamo essere ‘in regola’. Nei giorni scorsi diverse persone non vaccinate ci hanno chiesto come avrebbero dovuto comportarsi a partire dal 1 febraio con le nuove regole introdotte dal Governo. Non avendo la certificazione, potranno tranquillamente acquistare i prodotti di cui hanno bisogno restando fuori dall’edicola. Cerchiamo di andare incontro alle esigenze di tutti. Molte persone entrano già con i soldi in mano per comprare un giornale o un gratta e vinci: ci vuole più tempo a controllare il green pass che a concludere l’acquisto!”,

fa notare l’edicolante, che sin dalla prima emergenza sanitaria si premura – come tutta la categoria – di far entrare “non più di una persona per volta”.

Tabaccai ed edicolanti devono o no controllare i green pass di tutti i clienti? Un quesito che la Fit (federazione italiana tabaccai) ha posto al Governo e inserito tra le faq, spiega che i controlli possono essere svolti a campione. Alla domanda: “I titolari degli esercizi commerciali diversi da quelli che soddisfano le esigenze alimentari, mediche e di prima necessità ai sensi del dpcm 24 gennaio 2022, devono assicurare i controlli del green pass all’ingresso?”, il Governo chiarisce: “No. I titolari degli esercizi per i quali è richiesto il green pass base non devono effettuare necessariamente i controlli sul possesso del green pass base all’ingresso, ma possono svolgerli a campione successivamente all’ingresso della clientela nei locali”.

Le nuove regole impongono una sorta di slalom per una loro corretta applicazione: per esempio le edicole con chiosco esterno possono non richiedere il pass, quelle che hanno soltanto una rivendita interna devono farlo. Differenze che, spiega il presidente di Confcommercio L’Aquila Angelo Liberati, generano confusione sia tra i clienti, sia tra i commercianti dei vari punti vendita. Liberati fa notare anche alcune discrepanze che si vengono a creare tra negozi che vendono la stessa tipologia di merce all’interno di un centro commerciale: è il caso tipico di un centro commerciale, dove uno stesso cliente senza certificazione verde non può acquistare merce in un negozio di elettronica, di elettrodomestici e di telefonia (una televisione, un cellulare, un auricolare), ma lo può comprare nel vicino supermercato che include nella sua variegata scelta commerciale anche questo tipo di prodotti. 

L’intervista: 


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