di Maria Cattini – Due progetti di legge, con gli stessi identici firmatari ed entrambi nati con l’intento neanche troppo velato di procrastinare il più possibile la fusione dei Comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore: li ha presentati, oggi a Pescara, il Presidente della Regione Luciano D’Alfonso, da sempre ostile al progetto approvato attraverso un referendum popolare, dai cittadini dei tre Comuni. Gli altri due componenti pescaresi della Giunta regionale, gli assessori Marinella Sclocco e Di Matteo, al momento si sono rifiutati di firmare i testi, e D’Alfonso è dovuto ricorrere all’aiuto dei Consiglieri regionali aquilani che certo non amano l’idea di una Pescara ancora più politicamente pesante di quella attuale. In conferenza stampa, D’Alfonso ha giustificato la scelta di boicottare in pratica una rapida istituzione della nuova Pescara ravvedendo la necessità, per lui evidentemente più importante dell’esito referendario, «che la curva di approfondimento continui a salire». Quindi fin quando la politica abruzzese, e in particolare D’Alfonso, riterranno opportuno “approfondire” l’argomento, i pescaresi potranno solo sognarsi la nascita della “Grande Pescara“: questo in pratica dicono i due progetti di legge pur di aggirare e rinviare sine die il risultato referendario.
Comprensibile, quindi, la reazione del Consigliere regionale del M5S, Riccardo Mercante, non appena ricevuti i due testi. «A due anni dal referendum che ha democraticamente ed inequivocabilmente indicato la volontà della maggioranza dei cittadini di costituire la Grande Pescara, il Presidente D’Alfonso ha appena presentato due progetti di legge per boicottarne la realizzazione.  Curiosamente – nota Mercante – hanno entrambi la firma degli stessi proponenti: D’Alfonso e i fedelissimi alla linea Mariani, Gerosolimo, Pepe, Berardinetti, Di Nicola, Pietrucci. Già il fatto che manchi la firma dell’Assessore Sclocco, componente della Giunta eletta a Pescara insieme a D’Alfonso, e che gli altri firmatari siano tutti Consiglieri regionali eletti nella Provincia dell’Aquila, la dice lunga sulla qualità e la genuinità dell’intenzione di dare seguito realmente alla volontà dei cittadini di istituire un nuovo Comune di Pescara più efficiente, più popoloso e meno oneroso per le tasche dei cittadini. Con la solita abitudine di gettare fumo negli occhi, D’Alfonso oggi supera se stesso – spiega Mercante- e arriva a presentare due, confusissimi, progetti di legge: il primo che snellisce relativamente le procedure e fissa la data di istituzione del Comune della Nuova Pescara a decorrere dal 1 gennaio 2019. Salvo che i consigli dei Comuni interessati, Pescara, Montesilvano e Spoltore, abbiano qualcosa da ridire rispetto a ciò che hanno già stabilito democraticamente i loro concittadini. Il secondo progetto di legge, con gli stessi firmatari, rende invece la procedura di Istituzione della Grande Pescara ancora più farraginosa, riempiendola di pareri preventivi, valutazioni, passaggi e scadenze nelle aule comunali con l’intento, evidente, di procrastinare all’infinito la realizzazione di ciò che vogliono i cittadini. Questa operazione non solo è un insulto a tutti pescaresi che, due anni fa, si sono recati alle urne convinti di poter esprimere un parere, così come previsto dalla Costituzione, ma denuncia, ancora una volta, la volontà dei Partiti italiani di essere interessati solo alla sopravvivenza dei vari poltronifici, mantenuti esclusivamente per meri calcoli politici e che nulla hanno a che fare con concetti come economicità ed interesse generale».
Calcoli politici che, però, sono la vera e forse unica passione di D’Alfonso.

Commenti

comments