L’AQUILA – Nel cuore del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, un’attività di monitoraggio faunistico si è trasformata in una scoperta archeologica di grande rilevanza. Durante un’operazione di osservazione dei grifoni, condotta da Rewilding Apennines in collaborazione con il Reparto Carabinieri Biodiversità di Castel di Sangro, è stata rinvenuta un’ascia in pietra verde levigata risalente al Neolitico.
A fare la straordinaria scoperta sono stati Dara Brodey, coordinatrice dei volontari di Rewilding Apennines, e il volontario Cadan Hoare, che hanno notato l’antico manufatto a terra in un’area montuosa del parco. Il ritrovamento è stato prontamente segnalato e consegnato alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di L’Aquila e Teramo, presso la sede di L’Aquila.
“È stata un’esperienza unica e la cosa più affascinante sicuramente è aver tenuto in mano qualcosa che è stata creata e utilizzata migliaia di anni fa e immaginarsi il viaggio fatto da questo oggetto”, ha dichiarato Dara Brodey con grande emozione durante la consegna ufficiale del reperto.
L’archeologa e funzionaria di zona, la dottoressa Alberta Martellone, ha elogiato il gesto di responsabilità e sensibilità civica mostrato da Rewilding Apennines, sottolineando l’importanza di consegnare i reperti archeologici alle autorità competenti affinché possano essere studiati e preservati per la collettività. Ha inoltre esortato chiunque si imbattesse in simili ritrovamenti a seguire lo stesso esempio.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto ai dottori Alberto Miccadei e Francesca Romana Del Fattore per il supporto fornito nell’identificazione dell’ascia, che rappresenta una preziosa testimonianza della presenza umana in queste montagne migliaia di anni fa.







