Gran Sasso, politica aquilana in subbuglio

di Alessio Ludovici | 23 Gennaio 2024 @ 06:00 | POLITICA
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L’AQUILA – Un’altra giornata convulsa per il Gran Sasso. A scaldarsi, oltre alle temperature che stanno già sciogliendo la poca neve caduta nei giorni scorsi, è il clima politico, scosso dai due filoni della vicenda: quello del Ctgs e della Funivia da una parte, e quello dei vincoli dall’altro.

E’ scontro tra le coalizioni ma la discussione, tutt’altro che semplice politicamente e tecnicamente, alimenta i distinguo anche dentro le coalizioni stesse. Nel centrodestra, ieri, è intervenuto Roberto Santangelo, Forza Italia, smentendo di fatto la dichiarazione del giorno prima dell’assessore regionale Emanuele Imprudente. “L’approvazione del provvedimento di giunta regionale del 28 dicembre 2023 – così Santangelo – pone seri problemi sui i vincoli che derivano sul territorio del parco del Gran Sasso e sul suo futuro. Certo mi sarei aspettato un coinvolgimento diverso delle forze politiche e dei rappresentanti del territorio aquilano in sede regionale e locale. Sugli sviluppi di quanto accaduto di concerto con il Presidente on. Nazario Pagano incontreremo il Ministro all’ambiente on. Pichetto Fratin esponente di Forza Italia per valutare il reale impatto sullo sviluppo del territorio aquilano della delibera”.

Se Sparta piange Atene non ride e anche il centrosinistra è attraversato dal dibattito. Nei giorni scorsi Sinistra Italiana, come del resto associazioni come la Soa, ha criticato pesantemente il centrodestra per i ritardi nell’approvazione della Zsc. Va in tutt’altra direzione la lettura del Pd che, in una conferenza stampa ha tuonato contro un centrodestra sì fallimentare per loro, ma proprio per aver approvato la Zsc senza riperimetrazioni.

Un centrosinistra diviso è un inaspettato assist a un centrodestra che, improvvisamente, si ritrova forse con la più grande gatta da pelare da quando governa e proprio a ridosso delle elezioni del prossimo 10 marzo.

Duro, in ogni caso, il commento dei Dem contro la filiera del centrodestra, rea di aver sprecato 7 anni. “Avevano promesso lo sviluppo e la valorizzazione del comprensorio del Gran Sasso” hanno spiegato in una conferenza stampa a Palazzo Margherita il segretario Nello Avellani, i consiglieri comunali Stefano Albano, Stefania Pezzopane e Stefano Palumbo, il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci e Rita Innocenzi. “Avevano annunciato la realizzazione di nuovi impianti, la riqualificazione dell’albergo di Campo Imperatore, la riperimetrazione di Sic e Zps: promesse tradite. La destra di Biondi, Liris, Marsilio e Imprudente ha mentito alla città, alle aquilane e agli aquilani. In quasi sette anni, non sono stati in grado di fare nulla: è tempo che assumano la piena responsabilità delle bugie, della continua – e vuota – propaganda con cui hanno alimentato il loro potere”.

“La verità è che l’Italia era sotto procedura di infrazione europea, e l’Abruzzo era l’ultima Regione a non aver adempiuto alla trasformazione dei SIC in ZSC. In questi anni, si sarebbe potuto interloquire con il Governo nazionale e, da Roma, con Bruxelles e valutare la modifica, se ne fosse ricorsa la reale esigenza, del perimetro del SIC, in una visione d’insieme del comprensorio del Gran Sasso – che non inizia e finisce alle stazioni di arrivo e partenza degli impianti, come pensa la destra – che avrebbe potuto tenere conto delle zone antropizzate e di quelle ambientalmente di pregio. Serviva un progetto vero di valorizzazione, un’idea chiara e ambientalmente sostenibile; servivano autorevolezza e credibilità, e non urla al vento. La classe dirigente della destra cittadina e regionale non è stata in grado di fare assolutamente nulla, soltanto promesse irrealizzabili, insistendo solo e soltanto su nuovi impianti e dimenticando gli interventi, che si sarebbero potuti attuare subito, per destagionalizzare il turismo consentendo al Gran Sasso di vivere 365 giorni l’anno.”

A spingersi oltre, tra i Dem, è lo stesso Pietrucci che parla esplicitamente di un Gran Sasso “ucciso” dalla Zsc. Più morbida Stefania Pezzopane che, invece, ha rivendicato in conferenza stampa il modello di sviluppo attento all’ambiente su cui ha lavorato il centrosinistra.

Pd che intanto ha lanciato ieri gli Stati generali del Gran Sasso, da riunire subito dopo le elezioni coinvolgendo categorie e portatori di interesse.

I prossimi giorni saranno però decisivi per capire il da farsi e valutare il reale impatto della delibera. Un atto dovuto secondo molti e che non cambia sostanzialmente le opzioni di valorizzazione. Un ostacolo allo sviluppo secondo altri. Qualcosa su cui si sarebbe dovuto lavorare per tempo per arrivare a una riperimetrazione a somma zero secondo altri.

L’altro fronte, quello del Ctgs, si è dipanato direttamente in consiglio comunale dove il centrosinistra ha chiesto le dimissioni immediate di Pignatelli, ed una piena assunzione di responsabilità politica da parte di Biondi e della sua Giunta. Mozione bocciata dal centrodestra dove non è passata inosservata, al momento del voto, l’assenza di Forza Italia.

Chiariti nei prossimi giorni gli aspetti tecnici le due coalizioni saranno chiamate a un grande sforzo politico per delineare una chiara idea dello sviluppo del comprensorio del Gran Sasso che, con il freddo e la neve che diventano merce rara, non può evidentemente ingessarsi altri 20 anni a discutere del quadrato degli impianti per lo sci invernale.


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