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Gran Sasso, lunedì riprende il processo per l’inquinamento del 2017

Gran Sasso, lunedì riprende il processo per l’inquinamento del 2017
Riprende lunedì a Teramo il processo per l’inquinamento del Gran Sasso che nel 2017 portò allo stop dell’erogazione di acqua potabile in 32 comuni. Tra

L’AQUILA – Riprende lunedì a Teramo il processo per l’inquinamento del Gran Sasso che nel 2017 portò allo stop dell’erogazione di acqua potabile in 32 comuni. Tra gli imputati figurano ex dirigenti dei Laboratori, i vertici di Ruzzo Reti e di Strada dei Parchi. In aula parlerà il pm Greta Aloisi, seguita dalle repliche delle parti civili: Stato, Regione Abruzzo, Parco del Gran Sasso, Provincia di Teramo e i Comuni coinvolti.

Mentre si attende la fase decisiva del procedimento penale, torna di attualità il confronto di agosto a Roma tra il commissario unico Pierluigi Caputi, il presidente dell’INFN Antonio Zoccoli, il direttore dei Laboratori Ezio Previtali e il vicecapo di gabinetto del Ministero dell’Università e della Ricerca, Giselda Stella. Al centro della riunione c’era il documento “Strategie per la messa in sicurezza dell’acquifero del Gran Sasso”, che prevede misure di difesa attiva e passiva.

I Laboratori, in quella sede, avevano avanzato la proposta di un piano in tre fasi per l’impermeabilizzazione dell’acquifero nelle aree non occupate dagli esperimenti, da estendere progressivamente anche ad altri settori. I costi sarebbero interamente a carico dell’INFN. Per la difesa passiva, invece, l’Istituto ha chiesto un quadro normativo vincolante con la supervisione di un soggetto tecnico pubblico indipendente, superando la logica di protocolli volontari.

Nel corso della riunione era stata ribadita anche la necessità di rimuovere sostanze e macchinari pericolosi presenti nei Laboratori, alcuni di proprietà russa: un’operazione che richiede il via libera della Farnesina e delle autorità di Mosca.