L’AQUILA – Proseguire nella sostituzione delle funi della funivia del Gran Sasso, intanto riaperta in proroga fino a fine anno, o fermarsi un attimo e riflettere sull’ipotesi di una cabinovia 3s come proposto dalle minoranze. Questo il succo del consiglio comunale straordinario di ieri sullo sviluppo del Gran Sasso proposto dalle minoranze e che è andato al voto proprio su un ordine del giorno in cui le opposizioni chiedevano sostanzialmente due cose: l’organizzazione di una Conferenza programmatica del Gran Sasso e l’istituzione di un Tavolo tecnico per valutare la fattibilità e le condizioni per un’eventuale sostituzione dell’attuale impianto con una cabinovia 3s. Ordine del giorno bocciato dalla maggioranza che ritiene quello del cambio delle funi un percorso già tracciato e dal quale non si può tornare indietro mentre la proposta delle opposizioni è stata etichettata come strumentale e contraddittoria rispetto alla scelta, votata anche dalle stesse opposizioni, di cambiare le funi.
La proposta della cabinovia, già avanzata dal Pd nei mesi scorsi, non convince affatto l’amministrazione. Anche si facesse una scelta simile, questo il ragionamento rappresentato in aula dai gruppi di maggioranza e dal consigliere delegato alla montagna, Luigi Faccia, significherebbe chiudere il Gran Sasso per anni e si dovrebbe impegnare una quantità di risorse immense che, invece, servono a chiudere la realizzazione del piano d’area. Una cabinovia di quel tipo, secondo la compagine di governo, oltre alla difficoltà tecnico amministrativa per la sua realizzazione, sarebbe sovradimensionata rispetto alle reali possibilità del comprensorio a monte con il rischio di fare una cattedrale nel deserto che andrebbe ad incidere negativamente sulle già precarie risorse del Ctgs.
Il Presidente della commissione territorio, Guglielmo Santella, ha precisato comunque che il voto contrario all’ordine del giorno della minoranza non è di natura strumentale, “ma riflette la possibilità di convocare la commissione nei modi e nei tempi previsti dal regolamento comunale, senza dover ricorrere all’ordine del giorno”.
Di tutt’altro avviso le opposizioni secondo le quali, invece, si potrebbe in attesa dello svolgimento della gara per la sostituzione delle funi, studiare la fattibilità di un nuovo impianto visto che comunque quello attuale andrà prima o poi a naturale fine vita.
In consiglio sono stati auditi anche operatori e rappresentanti di associazioni e sindacati. Ezio Di Cintio, della Ferfa Abruzzo, ha chiesto un approccio diverso alla questione dei vincoli ambientali, auspicando un “patto collaborativo tra chi deve tutelare l’ambiente, il centro turistico e gli enti locali”. Questo eviterebbe, secondo Di Cintio, anche i numerosi contenziosi che si generano. I vincoli vanno visti come “un valore e non come un limite, perché tutelano l’ambiente, la biodiversità il paesaggio di un territorio che solo così può attrarre turisti consapevoli”. Altro questione la vocazione su cui puntare: “Di Gran Sassi, nel senso di montagna per lo sci alpino, sulle alpi ce ne sono centinaia, la nostra particolarità è la piana di Campo Imperatore”. Infine è stato ascoltato Dino Pignatelli, presidente del Ctgs: “C’è bisogno – ha spiegato – di una rivisitazione di tutto il sistema. Oggi non c’è possibilità di fare niente di più rispetto a quello che facciamo”.
Le interviste ai consiglieri comunali Stefano Albano (Pd), Daniele Ferella (Lega) ed al consigliere delegato per lo sviluppo della Montagna, Luigi Faccia.









