Gran Sasso, Faccia: “Che fine hanno fatto le petizioni di Progetto Montagna”?

di Alessio Ludovici | 22 Settembre 2020 @ 06:10 | AMBIENTE
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L’AQUILA – Undicimila mila firme, raccolte a ridosso delle elezioni amministrative del 2017, per rivedere i confini del parco e quelli delle aree Sic del Gran Sasso. Due petizioni su cui ci fu anche un grande investimento politico da parte di esponenti dell’attuale maggioranza in Comune e Regione e che si tradusse, poco più di un anno dopo, in una delibera della nuova Giunta comunale. Quest’ultima faceva sue alcune richieste dei proponenti e s’impegnava, ufficialmente, “nel senso del loro sostegno – alle petizioni – e promozione presso gli organi competenti alla loro attuazione”.

Due anni dopo, Luigi Faccia, su uno dei gruppi che animarono quella raccolta, Savegransasso, conferma che nulla è stato fatto e della petizione non si sa più nulla. Scrive Faccia: “Ieri è stato il II anniversario dell’approvazione della delibera di G.C. n. 374 del 20.09 2018 con cui il Comune dell’Aquila adottava la “Motivata Decisione” e riconosceva il risultato della Petizione di Progetto Montagna (Punti 1 e 2 del deliberato). Intanto ci corre l’obbligo di comunicarvi che la delibera nasce monca, infatti ignora completamente, pur richiamandolo al Punto 1, il risultato del Quesito n° 1, tenendo per buono solamente il Quesito n° 2. Detto ciò, con questa delibera, il Comune assumeva una serie di impegni (Punti 3 e 4 del deliberato), dichiarando di promuovere varie azioni. Nulla è stato fatto se non il compitino della trasmissione della Delibera alla Regione. La Regione ha fatto poco. Il risultato è che non si hanno più notizie della Petizione.”

Delusione che cova da tempo. A far discutere anche i fondi della Delibera Cipe, o meglio quelli che rimangono dopo i vari storni per altre operazioni come il salvataggio di istituzioni culturali e varie. Inizialmente i 15 milioni, nelle intenzioni della vecchia amministrazione, erano destinati in particolare allo sviluppo degli impianti delle Fontari e di Montecristo, sulla base del vecchio Piano d’area del Grans Sasso. La nuova amministrazione di ciò che ne rimane in cassa vuole fare un progetto integrato che coinvolga tutti i comuni del comprensorio e la cui stesura è stata recentemente affidata ad una società milanese. Con una parte dei restanti sette milioni è stata già pagata la seggiovia, che era previsto venisse pagata dal primo acconto del Cipe. Solo per la telecabina di Montecristo era stimato un costo di 12milioni di euro.  

Infine, lo richiama Faccia nel suo intervento, il nuovo regolamento del Parco: “Chiederemo agli Usi Civici di Teramo e dell’Aquila che hanno presentato le Osservazioni alla bozza del regolamento del Parco, di diffidare l’ente parco affinché convochi le varie ASBUC e DI presentare esposto alla magistratura per valutare se ci sia stato un omissione di atti in ufficio per quanto riguarda le osservazioni al regolamento. E’ ora di cominciare a fare sul serio.” 


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