Gran Sasso bike day, oltre mille sulla salita ‘Pantani’

di Marianna Gianforte | 01 Agosto 2022 @ 06:17 | ATTUALITA'
gran sasso bike day
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L’AQUILA – C’è chi ha fatto il tempo personale, chi se l’è presa comoda; chi è partito da solo, chi in gruppo; chi aveva l’inequivocabile divisa della ‘Bike 99’, chi una semplice maglietta tecnica senza sigle di appartenenza. La ‘Gran Sasso bike day’, la giornata in bici aperta a famiglie, atleti e amatori, organizzata da dieci anni a questa parte (è una delle più vecchie bike day d’Italia) dall’associazione sportiva ‘Bike 99’ è stata ieri, insieme al ‘1° memorial Mauro Mannucci”, una festa davvero di tutti. Una delle manifestazioni più riuscite nel cartellone di ‘L’Aquila città europea dello sport’: ne è convinto il presidente del comitato organizzatore Francesco Bizzari, che ieri non ha perso di vista nemmeno un minuto la manifestazione, facendo su e giù sulla provinciale che collega fonte Cerreto a Campo Imperatore sulla sua moto e condividendo anche il relax di fine giornata, insieme al consigliere comunale e delegato alle Politiche della montagna  Luigi Faccia. In mattinata, a manifestazione già avviata, si è fatto vedere  anche l’assessore regionale allo Sport Guido Quintino Liris

Oltre mille i partecipanti secondo gli organizzatori, dei quali in 600 iscritti ufficialmente, che hanno invaso fonte Cerreto attraverso la ‘Salita Pantani’, riempiendo tutte le strutture ricettive della zona, tra i quali sono stati 200 gli irriducibili che hanno sfidato il duro percorso della ciclopedalata non competitiva di 110 chilometri tra i borghi del Gran Sasso aquilano. Un percorso mozzafiato che ha fatto dimenticare ogni stanchezza.

 Le centinaia di macchie colorate hanno offerto un colpo d’occhio emozionante sulla strada provinciale verso Campo Imperatore, per una volta chiusa al traffico e quindi senza l’ansia di essere investiti, anche se, purtroppo, soltanto per tre ore. Il Gran Sasso, dal canto suo, si è impegnato per regalare una bella giornata ai ciclisti arrivati da tutto il territorio aquilano, dal resto d’Abruzzo e d’Italia (Emilia Romagna, Umbria, Campania, Lazio, Lombardia) e dall’estero, in particolare la Germania. 

Tre i punti di abbeveraggio organizzati lungo il tragitto da un mezzo della Gran Sasso Acqua, che ha messo a disposizione un serbatoio mobile per consentire ai ciclisti di riempire le proprie borracce, mentre impeccabile il servizio delle ambulanze gestito dall’associazione Sam.

Tante persone che hanno deciso di fare proprio il significato che si è voluto quest’anno affidare alla manifestazione: ricordare Mauro Mannucci, il giovane e splendido ciclista di 32 anni, investito il 2 settembre del 2021 in bici, a pochi giorni dal suo matrimonio, al Cermone, in quel bivio maledetto che soltanto l’anno scorso ha segnato il destino di tre persone. Oltre a Mauro, hanno perso la vita in località Cermone un motociclista e un esperto del soccorso alpino, indice che quel tratto stradale è molto complesso e caotico. Oggi, però, il bivio ha cambiato forma. Nel giro di pochissimi mesi, dopo la morte di Mauro, l’Anas ha realizzato una rotonda: segno che, quando si vuole e c’è la volontà e forse la giusta spinta ‘dal basso’, le cose si possono fare velocemente e con efficienza, ma questa è un’altra storia.

Molti i giovani, tante le donne, ma anche persone di oltre 70 anni (il più anziano di 82), diversi i ciclisti ‘eroici’ in sella a bici d’epoca dal peso tra i 20 e i 30 chili, provenienti dall’Aquila e dall’Umbria con divise di cotone pesantissimo (gli è andata bene, perché ieri la giornata in quota era fresca); eppure tutti e tutte in bici con il sorriso tra i panorami più belli del Paese, quelli della piana di Campo Imperatore e del Gran Sasso, e l’immagine di Mauro negli occhi. La ‘Gran Sasso bike day’ edizione 2022 è nata proprio per affermare con forza che la strada è di tutti: automobilisti, ciclisti, motociclisti, camionisti, corridori, camminatori. E che quando si guida un mezzo ‘forte’ di trasporto, come può essere un’auto, si deve essere consapevoli che un momento di distrazione può trasformarlo in un’arma. 

L’obiettivo della manifestazione è proprio di dare un contributo nel difficile lavoro di costruzione di una società più sensibile al rispetto del prossimo. A tale scopo i famigliari di Mauro e i suoi amici, che sono poi gli animatori della ‘Bike 99’,  hanno scoperto il primo di una serie di cartelli stradali che invitano gli automobilisti a fare attenzione, a mantenere una distanza di 1,5 metri dai ciclisti (concetto che può essere esteso a qualunque altro soggetto più debole in quel momento sulla strada), guidando con cautela e soprattutto senza tenere gli occhi sullo smartphone. Un’iniziativa nata in collaborazione anche con la famiglia del grande ciclista Michele Scarponi, coinvolto mortalmente in un incidente stradale nel 2017 mentre si allenava sulla sua bicicletta.

A chiudere la giornata il ristoro offerto ai Ruderi di Sant’Egidio dall’asd Cicli Ricci, una vera chicca alla quale è stato difficile resistere: pane fresco e pomodori, pane imbevuto nel Montepulciano (un sapore che è un salto indietro nel tempo, quando a prepararlo erano i nonni di ritorno dai campi). E poi dolcetti fatti in casa, cocomero e banane. Appuntamento al prossimo anno con una nuova edizione della ‘Gran Sasso bike day’ e il secondo memorial Mauro Mannucci, confidando nella chiusura al traffico dell’intero tratto stradale sino a fine manifestazione, questa volta inspiegabilmente riaperto dopo tre ore.

 

 


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