Governo vs usi civici: con il dl Semplificazioni cade l’ultimo baluardo contro Snam

di Alessio Ludovici | 02 Settembre 2020 @ 06:50 | AMBIENTE
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L’AQUILA – E’ ripartita la mobilitazione delle associazioni e delle comunità impegnate da tempo contro le opere previste da Snam. A scaldare gli animi l’accelerata impressa dal Governo con il Decreto Semplificazioni, sulla Gazzetta Ufficiale n. 178 del 16 luglio 2020, che tra le altre – una miriade – di cose cerca di semplificare anche la vita a chi deve realizzare opere come il metanodotto Snam o la centrale di decompressione prevista a Sulmona.

Il dl 76/2020 recante “Misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale” semplifica, secondo le associazioni ambientaliste e civiche e secondo diversi giuristi, anche il profilo, di rilievo costituzionale, di una parte del nostro ordinamento giuridico, quello degli usi civici.

Il decreto consentirebbe la realizzazione di opere come il metanodotto anche su terre gravate da usi civici, prevedendo che sia la regione ad esprimersi sulla compatibilità dell’opera con gli stessi. Proprio su molte di queste terre, anche nell’aquilano, passeranno queste infrastrutture. A Paganica c’è stata una prima giornata di mobilitazione il 31 agosto, organizzata dall’Amministrazione degli Usi Civici di Paganica e San Gregorio, proprio per denunciare quanto previsto dal governo. Ieri i primi emendamenti in vista della conversione in legge, a firma M5S, per bloccare questa forzatura.

Gli usi civici sono diritti collettivi di utilizzo di una comunità su beni come pascoli, foreste, fiumi ecc, diritti e principi riconosciuti e garantiti dalle normative nazionali e regionali, l’ultima, il decreto Cura Abruzzo che ha ribadito che lutilizzo delle terre civiche è conferito prioritariamente ai residenti, riferimento che era invece scomparso con la Legge 9 giugno 2015: sta alle comunità decidere la destinazione d’uso di queste terre, se sclassificarle o meno. Già nel 2018 l’annunciato ricorso della Regione Abruzzo contro il governo si fondava sulla legislazione degli usi civici.

Intanto sul più generale fronte del Coordinamento No Hub del Gas è stato presentato il dossier “Snam Affair“, che analizza, dati alla mano, l’impatto economico ed ambientale di queste opere, giudicate inutili dalle associazioni del Coordinamento.

“Abbiamo presentato questo documento – ha spiegato Pietro Di Paolo, del Comitato Cittadini per l’Ambiente di Sulmona, all’Ansa – che riguarda la SNAM e il Metanodotto Sulmona-Foligno-Minerbio e la centrale di decompressione di Sulmona e oggi con questi dati e numeri dati dalla stessa Snam si dimostra la inutilità di queste opere e che vengono fatte perché c’è una legislazione che permette di avere sia incentivi che la remunerazione del profitto.”

“Per noi – insiste Di Paolo – questo è uno scandalo che vogliamo combattere e per questo chiediamo alla Rera (Rete-Energia-Rifiuti-Ambiente) di non riconoscere questa opera proprio perché è inutile. E questo perché l’analisi costi-benefici porta solo costi e quindi noi vogliamo che questo progetto venga fatto cadere. Voglio ricordare che questo progetto era nato nel 2003 quando si registrava un aumento di consumi enorme, mentre oggi siamo a 12 miliardi di metri cubi di gas in meno”.


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