Governo, Biondi non firma l’appello: “Meglio tornare al voto”

di Redazione | 17 Luglio 2022 @ 18:49 | POLITICA
Biondi
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L’AQUILA – “In una democrazia parlamentare un governo rimane in carica fin quando non si insedia l’esecutivo successivo. Da sindaco l’auspicio è di poter contare su un governo centrale che sia solido e che abbia un programma chiaro e non ci costringa ad assistere a balletti come quello di questi giorni: di fronte a tante incertezze, meglio tornare subito al voto”.
 
È quanto dichiarato questo pomeriggio dal sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, nel corso di una trasmissione dedicata alla crisi di governo su Rainews24.
 
“Non ho firmato l’appello per chiedere al premier Draghi di rimanere al suo posto e non condivido il metodo e lo stile di questa iniziativa. Un Sindaco rappresenta tutta la comunità oltre che una coalizione. Non sta a me giudicare altri primi cittadini ma penso che ci siano problemi molto gravi ed è troppo semplicistico ridurre la crisi attuale su cosa dice questo o quell’esponente politico. Il sottoscritto, come molti altri sindaci, entro il 31 luglio dovrà approvare una variazione di bilancio e solo per il Comune dell’Aquila l’aumento dei costi legati al caro energia vale una cifra di circa 5 milioni di euro: ciò significa che a settembre avremo problemi per il carburante del trasporto pubblico locale o il riscaldamento nelle scuole e negli alloggi del progetto Case realizzati nel post sisma”.
 
Rispetto alle dichiarazioni rese dal primo cittadino di Pesaro e coordinatore dei sindaci Pd, Matteo Ricci, Biondi ha aggiunto: “Lo zelo che lo stato maggiore del Pd e i suoi sindaci stanno mettendo nel chiedere al presidente del Consiglio di rimanere al suo posto va ben oltre la figura, pur autorevole, di Draghi e sottintende un maldestro tentativo per prendere tempo visto il fragoroso fallimento del cosiddetto ‘campo largo’ dell’alleanza con il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte” conclude Biondi.

Sindaci a sostegno Draghi, superata quota 1.000

Intanto cresce il pressing di sindaci e imprenditori perché Draghi resti premier «whatever it takes» e porti l’Italia al voto solo alla scadenza naturale della primavera 2023. Ha superato quota 1.000 il numero dei sindaci firmatari della lettera aperta per chiedere a Mario Draghi di restare al governo. Lo fa sapere il primo cittadino di Torino, Stefano Lo Russo, tra i coordinatori dell’iniziativa con il sindaco di Firenze Dario Nardella insieme a quelli di Venezia, Milano, Genova, Bari, Bergamo, Pesaro, Asti, Ravenna, Roma. 


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