Governo, Rainaldi: “Regna sfiducia, stop litigiosità, ora lavoriamo insieme”

di Marianna Gianforte | 26 Luglio 2022 @ 06:01 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Un fulmine a ciel sereno: questo è stato per le piccole e medie imprese dell’Aquila e della sua provincia la crisi di Governo che da un giorno all’altro, o meglio, nel giro di un pugno di ore, giovedì 21 ha disarcionato l’esecutivo Draghi riportando il Paese così a vivere in una condizione di precarietà e d’incertezza, molto sentita anche nel territorio abruzzese e aquilano. Un territorio già alle prese con la difficile uscita dal lungo sistema del post-terremoto e il ritorno a una vera normalità e non surrogata e ‘gonfiata’ da tanti anni di finanziamenti e investimenti pubblici e che con la fine del Governo ora di nuovo piomba in una condizione di “sfiducia di fondo”.

A ribadirlo è il delegato di Confindustria per il territorio aquilano Ezio Rainaldi, che descrive lo stato d’animo di timore degli imprenditori e delle imprenditrici dell’Aquila, spesso a capo di piccole e medie imprese che da sempre vivono e cercano di contrastare le turbolenze del mercato, della politica, della contingenza internazionale. Ma ora si deve ripartire da un dato di fatto: il Governo Draghi non c’è più, e con esso rischiano di perdersi tanti processi già avviati: la riforma del fisco, l’aggiornamento del prezzario per la ricostruzione post-sisma, la transizione energetica, l’approvvigionamento di gas,  la questione bonus 110 il cui problema, aveva ribadito al Senato il presidente del Consiglio il giorno prima delle sue dimissioni, “è il meccanismo di cessione dei crediti disegnato senza discrimine o discernimento”.

“Avere un governo Draghi in sella a gestire situazioni complesse era una garanzia di stabilità e la sua caduta ci ha lasciato perplessi – dice Rainaldi -. Abbiamo temi importanti da seguire, all’Aquila la ricostruzione, ma poi anche l’eco-sisma bonus e le sue problematiche legate alla cessione del credito. Regnerà l’incertezza e non ce lo possiamo permettere”.

Sono tante le imprese, ribadisce Rainaldi, che a causa dell’aumento del costo dell’energia, hanno scelto di interrompere la produzione. Con tutto ciò che comporta sull’occupazione e l’impoverimento economico del territorio. 

Rainaldi, però, sottolinea che “occorre fare uno sforzo, sentirci uniti, non abbatterci, fare quadra”, un appello che lanciaagli imprenditori, alle categorie, ai politi: a questi ultimi chiede di non cadere del populiso facile di abbandonare la litigiosità, di fare sinergia con chi sta in campo a lavorare e, con immensi sforzi, lo fa contribuendo fortemente allo sviluppo sociale ed economico: “Dobbiamo rilanciare, per non vanificare tutti gli sforzi fatti sinora”.


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