Governo, la crisi sbarca in parlamento, Cdx: “Non voteremo risoluzione Casini”

di Redazione | 20 Luglio 2022 @ 10:13 | POLITICA
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L’AQUILA – E’ iniziata con l’intervento di Mario Draghi la discussione in Senato sulla fiducia al Governo. Crisi parlamentarizzata dallo stesso Mattarella che ha rifiutato le dimissioni di Draghi. Oggi e domani il passaggio in Senato e alla Camera per una nuova fiducia. C’è incertezza sull’esito finale in particolari per le scelti M5S ma anche della Lega.

Dopo l’intervento del premier il centrodestra di governo si riunisce nuovamente a Villa Grande. Salvini ha riunito i suoi. “Adesso ci sarà una riunione con il centrodestra di governo e decideremo insieme”, ha detto Giulia Bongiorno al termine della riunione della Lega.

Dopo aver ascoltato Draghi anche Giuseppe Conte si è riunito invece con alcuni dei vertici del M5s, fra cui i vicepresidenti e la capogruppo a Palazzo Madama Mariolina Castellone. Nel frattempo, in un altro ufficio, secondo l’Ansa, c’è stata una riunione del gruppo dei senatori del Movimento. Dopo essersi riunito circa un’ora con i vertici del partito, Conte si è appena spostato nell’ufficio dove lo attendevano i senatori.

Draghi nel suo intervento ha ricordato le realizzazioni del suo governo soffermandosi in particolare sul Pnrr e alcune delle riforme avviate per ottenere i fondi dall’Europa, sull’impegno a favore dell’Ucraina, i risultati in economia e nell’approvvigionamento energetico alternativo alla Russia. Molto duro l’intervento sulle frizioni all’interno della maggioranza.

Il premier uscente ha parlato di tentativi di ammorbidire la posizione italiana sulla Russia ed evocato le diatribe sulla riforma della giustizia come sulle pressanti richieste di nuovo debito in un momento, secondo l’ex premier, in cui c’è bisogno di attenzione agli equilibri di bilancio.

Infine lo sguardo al futuro immediato. “Un premier non eletto dai cittadini ha bisogno di una larga maggioranza in parlamento” ha esordito Draghi in apertura di intervento. Nel finale invece, gli appuntamenti da chiudere, “55 interventi del Pnrr” o ancora “tenere lontana la mafia dal Pnrr”, “ridurre le aliquote Irpef e razionalizzare l’Iva”; i rigassifitacori, “non è possibile chiedere la sicurezza energetica e protestare contro queste infrastrutture”, “il rigassificatore di Piombino è una questione di sicurezza nazionale”; 

“C’è bisogno di un sostegno convinto all’esecutivo e non un sostegno alle proteste, anche violente, alla maggioranza di Governo”

Alle 15:30 c’è stata una sospensione di un’ora e mezza. Allo stesso tempo si è concluso l’incontro del centrodestra. 

Fondamentale, secondo i commentatori politici, il ruolo di Silvio Berlusconi come mediatore che fino al discorso del Presidente Draghi ha giocato un ruolo di freno alle decisioni della Lega. Infatti, secondo quanto emerge dalle prime analisi, l’ipotesi è che se non ci fossero stati dei punti quali il catasto all’interno delle parole di Draghi ora osserveremmo una narrazione di questa crisi di governo diversa e più moderata. 

Alle 16.17 Ignazio La Russa: “Ho una lettura diversa dalle altre. Io credo che a seguito del discorso di Draghi lui non possa dimettersi e debba per forza di cose trovare il modo di far cadere la legislatura altrimenti non avrebbe criticato così aspramente la Lega impedendo di votare la fiducia.”

Il punto della destra governativa è: “Ci siamo, ma con un nuovo esecutivo.” Così dice Romeo: “Nuovo governo e nuova maggioranza senza M5s o elezioni. L’alternativa, e cito il precedente del governo Ciampi, prevede che lei resterebbe in carica fino all’insediamento del nuovo governo con pieni poteri e fare quel completamento delle riforme del Pnrr, fare subito la legge di bilancio e finalmente consegnare la parola gli italiani che l’aspettano da tanto tempo”. Il governo dovrà essere “profondamente rinnovato sia per le scelte politiche sia nella composizione”, si legge nel testo della risoluzione depositata dalla Lega. Poi arriva anche la nota del ‘centrodestra di governo’: “Ok solo a un nuovo governo, guidato ancora da Draghi, senza il M5s e profondamente rinnovato”. I pentastellati: Draghi “dia dignità al nostro documento. Chiediamo dignità e chiarezza”. L’ex presidente della Camera Casini ha presentato invece una risoluzione di una riga che approva le comunicazioni di Draghi. ‘Noi siamo più convinti di prima di votare la fiducia’, dice il Pd. Meloni: il premier in Aula pretende pieni poteri. Allarme sui mercati dopo la mossa del centrodestra: lo spread risale e tocca quota 210, la Borsa di Milano crolla. l presidente della Repubblica Sergio Mattarella avrebbe avviato delle consultazioni telefoniche sentendo i leader della maggioranza per fare il punto della situazione dopo il dibattito parlamentare al Senato sulla fiducia. Tra le ipotesi, si ragiona sempre in ambienti parlamentari, anche quella delle condizioni per un Draghi bis. Sullo sfondo lo scioglimento delle Camere”

17.00 ”Il sentiero è stretto”. Lo dicono fonti di maggioranza a proposito della situazione del governo Draghi. Questo non significa, spiegano le stesse fonti, che non si stia tentando di recuperare la tenuta del governo Draghi. Ma, si ammette anche, ”ci sono forti tensioni” specie nei partiti di centrodestra.
Il movimento 5 stelle mantiene il silenzio, ma ci sono indiscrezioni su un incontro tra Letta, Speranza e Conte. 

17.00 Mario Draghi parla al Senato:

“Il sostegno che ho visto nel paese a favore della prosecuzione del Governo è senza precedenti e impossibile da ignorare, ed è questo che mi ha spinto a stipulare un patto di coalizione e proporvelo, siete voi che dovete votarlo e decidere.” In seguito Draghi è entrato nel dettaglio dei provvedimenti della sua legislatura: “Il Governo ha deciso di non intervenire per la sua natura di governo fondato su un’ampia coalizione in temi politici di natura parlamentare quali cannabis e DDL Zan.” Il Premier si sofferma anche sul Rdc: “E’ una cosa buona, ma se non funziona è una cosa cattiva. Ora bisogna riparare al mal fatto, bisogna togliere dai pasticci migliaia di imprese che si trovano in difficoltà” afferma Draghi sul Superbonus. “Non ho nient’altro da dire e chiedo che venga posta la fiducia sulla risoluzione proposta da Casini” così si conclude l’intervento del Premier, ponendo la fiducia sulla risoluzione Casini

17.32 Arriva la conferma del Centrodestra sul fatto che non voterà la fiducia sulla risoluzione Casini


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