Governo. Fnsi: “Chi ricopre cariche pubbliche ha dovere di rispondere”

Il riferimento della Federazione nazionale della stampa è alla conferenza stampa tenuta questa mattina dalla presidente Meloni e dai vari ministri sulla manovra: "Non può pensare di liquidare con insinuazioni e dietrologie i giornalisti che cercano di ottenere risposte, perché questo in democrazia è un preciso dovere per chi fa informazione

di Redazione | 22 Novembre 2022 @ 23:31 | ATTUALITA'
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ROMA –  Alle richieste di alcuni cronisti di poter porre altri quesiti sui provvedimenti varati dal governo, la presidente del Consiglio ha reagito con insinuazioni sul lavoro dei colleghi. «Inaccettabile nella forma e nella sostanza», rileva il segretario generale Raffaele Lorusso. Anche l’Asp stigmatizza l’accaduto.

«Chi ricopre cariche pubbliche ha il dovere di rispondere alle domande. Né può pensare di liquidare con insinuazioni e dietrologie i giornalisti che cercano di ottenere risposte, perché questo in democrazia è un preciso dovere per chi fa informazione. Va per questo respinta con forza, perché inaccettabile nella forma e nella sostanza, la reazione della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, alle richieste dei giornalisti di rivolgerle altre domande al termine della conferenza stampa di presentazione della manovra economica». Così Raffaele Lorusso, segretario generale della Fnsi, dopo il battibecco tra la presidente del Consiglio e alcuni cronisti durante la conferenza stampa di presentazione del disegno di legge di bilancio 2023.

«È indubbio – prosegue Lorusso – che un capo di governo sia oberato di impegni, ma una migliore organizzazione dei tempi, specie quando si discute di temi delicati per la vita del Paese, è sempre possibile. Con l’auspicio che ciò possa avvenire in futuro, non sarebbe male se i cronisti prendessero l’abitudine, come pure talvolta è avvenuto in passato, di non partecipare o abbandonare i comizi camuffati da conferenze stampa di cui, non da oggi, ci sono numerosi esempi lungo tutto lo Stivale. Sarebbe un modo per stigmatizzare in modo chiaro e inequivocabile di fronte all’opinione pubblica i comportamenti di chi continua a confondere il lavoro dei giornalisti con quello, pure prezioso e rispettabile, delle proprie segreterie particolari».

Sulla vicenda si registra anche l’intervento del direttivo dell’Associazione stampa parlamentare che «non può che stigmatizzare le insinuazioni della presidente del Consiglio sul lavoro dei colleghi. L’Asp – si legge in una nota – si è sempre spesa per una corretta collaborazione tra le istituzioni e i giornalisti che seguono i lavori del Parlamento e di Palazzo Chigi, auspicando che si possano trovare, e accrescere sempre di più, spazi di confronto tra istituzioni e stampa. A partire dalle conferenze stampa, nelle quali il dovere del giornalista è esattamente quello di fare le domande».


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