Gli ex Intecs “invisibili” persino durante il Covid tornano a bussare alla Regione

di Marco Signori | 24 Giugno 2020 @ 06:40 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Una rappresentanza dei circa 60 ricercatori della Intecs dell’Aquila, che ha chiuso i battenti nel dicembre 2017 licenziando tutti, ha incontrato ieri mattina all’Emiciclo l’assessore regionale alle Attività Produttive Mauro Febbo per sollecitare una soluzione, promessa ormai da anni e mai concretizzatasi.

“L’impegno, ad oggi non mantenuto, era quello che la Thales avrebbe riassunto una cinquantina di ricercatori”, ha spiegato Elvira De Santis della Fiom Cgil, a margine dell’incontro al quale ha partecipato anche il consigliere del Partito democratico Pierpaolo Pietrucci.

I lavoratori, tutti di età media avanzata, hanno perso ogni ammortizzatore sociale e addirittura non hanno usufruito neppure degli aiuti dell’emergenza Covid perché fuori dal perimetro Inps e “invisibili” allo Stato.

“Per una lungimirante scelta strategica, ma anche per valorizzare il grande patrimonio di ricerca e industriale dei lavoratori del polo tecnologico aquilano, la Regione Abruzzo negli scorsi anni ha investito 10 milioni di euro nella Space Economy sottoscrivendo a Roma con il Ministero dello sviluppo economico il 15 febbraio 2018 un Protocollo d’Intesa per partecipare al Piano stralcio della Space Economy”, ha ricordato Pietrucci, che ha presentato un’interrogazione.

“L’obiettivo era impegnare Thales a riassorbire parte dei lavoratori ex Intecs all’esito della gara ‘Partenariato per l’innovazione ItalGovSatCom per la realizzazione e messa in opera del sistema satellitare innovativo per telecomunicazioni istituzionali’ bandita dall’Agenzia Spaziale Italiana il 22 giugno 2018 e vinta da Thales insieme a Telespazio e Leonardo”.

Ma da allora nulla è successo, nonostante la sollecitazione delle istituzioni del territorio”, ha aggiunto Pietrucci.

“Thales continua a rinviare ogni decisione, pur avendo ufficialmente sottoscritto accordi vincolanti in sede istituzionale con la Regione, i sindacati e il Mise, pur avendo usufruito di un gigantesco contributo finanziario di 10 milioni di euro, pur avendo firmato un Protocollo d’intesa con Forender24, una azienda aquilana pronta a riassorbire parte del personale ex Intecs collaborando con Thales Alenia Space per diventarne fornitore di attività High Tech”.

“Da quest’ultimo impegno, che risale al 4 febbraio 2019, sono passati quasi 17 mesi. Un’eternità se pensiamo che non c’è alcun impedimento a procedere e se misuriamo il tempo con la rabbia e la fatica di lavoratori con grandi competenze lasciati ancora per strada”.

“Thales, insieme a Telespazio e Leonardo, ha programmi industriali da realizzare, Accordi sottoscritti da rispettare, professionalità qualificate da utilizzare. Da utilizzare all’Aquila e in Abruzzo, sia chiaro, viste le risorse investite dalla Regione. Ma oltre a questi doveri verso L’Aquila e i suoi lavoratori, Thales ha anche un prestigio internazionale che non merita di essere scalfito da comportamenti poco corretti e poco dignitosi. L’Azienda non può più nascondersi dietro il suo complesso sistema di multinazionale per ritardare oltre. Proceda a rispettare gli accordi avviando il riassorbimento del personale, senza costringerci a gesti eclatanti di protesta”, ha concluso Pietrucci.


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