Giovane accoltellato, le Comunità educative: “Basta odio verso di noi. I protagonisti non sono nell’accoglienza”

di Redazione | 30 Novembre 2023 @ 18:45 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – “Assistiamo sgomenti all’ondata di odio scatenatasi nei nostri confronti dopo l’ennesimo caso di cronaca che vede come protagonisti alcuni ragazzi, maggiorenni e minorenni, italiani e stranieri, avvenuto in prossimità degli Istituti scolastici in zona Colle Sapone. Ci troviamo ancora una volta a dover precisare che i protagonisti della vicenda non fanno parte del circuito di accoglienza delle strutture per minori operanti in città. ‘Straniero minorenne’ non vuol dire ‘collocato in casa famiglia’! Eppure anche in questo caso leggiamo attoniti commenti rilasciati sui social che attribuiscono l’evidente degrado sociale alle nostre strutture“.

E’ quanto scrive in una nota la Rete delle strutture educative per minori dell’Aquila, dopo il grave episodio di cronaca che nella giornata di lunedì ha visto un ragazzo 21enne essere accoltellato da un minore davanti le scuole nel quartiere di Colle Sapone.

“I nostri professionisti  – continua la nota – sono in prima linea ad affrontare quotidianamente disagio e devianze ma anche a sostenere i ragazzi in percorsi educativi positivi e gratificanti garantendo loro occasioni di riscatto dopo tanti momenti di dolore e difficoltà. Il nostro è un lavoro di rete che vede protagoniste le Istituzioni competenti e le forze dell’ordine con le quali collaboriamo costantemente per il mantenimento dell’ordine pubblico, obiettivo che sta a cuore a noi per primi”.

“Non siamo dunque noi il problema – spiega la nota delle comunità –  semmai rappresentiamo parte della soluzione, per quanto di nostra competenza, di un problema sovranazionale. Ad ogni modo, la “Rete della Comunità Educative per Minori” di L’Aquila è fermamente intenzionata a non soprassedere più alle illazioni continue da parte degli opinionisti dei social ed a difendere l’onorabilità delle strutture, la dignità delle Equipe multidisciplinari che vi operano ed i percorsi virtuosi che la maggior parte dei minori accolti hanno in essere”.

“Pertanto – conclude la rete delle comunità educative – le stesse agiranno coralmente in sede legale contro quanti pubblicamente sui social o su altri mezzi di informazione le indicheranno come responsabili, dirette o indirette, di episodi criminali che non vedono protagonisti gli ospiti in accoglienza alle Case Famiglia. Fomentare odio significa aggravare una situazione già critica di per sé. Chi si avvale del chiacchiericcio, delle illazioni, delle dicerie non ha interesse a risolvere il problema ma vuole solo cavalcare ideologie e comportamenti anacronistici e fuorvianti.


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