Giorno del Ricordo, Anpi L’Aquila: “Storia sia ricordata tutta”

Critiche a Marsilio anche da Di Benedetto, Pietrucci e Fedele

di Redazione | 09 Febbraio 2022 @ 12:07 | ATTUALITA'
Battesimo
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L’AQUILA – “L’ANPI nazionale, per prima e con coerenza, anche quest’anno ha celebrato il Giorno del Ricordo con un evento a Gorizia con l’evento “La storia insieme” per riflettere con rappresentanti sloveni sulla tragica storia delle terre istriane e sul dramma delle Foibe come terribile conseguenza dell’occupazione nazifascista della Jugoslavia, dei campi di concentramento come la Risiera di San Sabba, di una tragedia durata anni, della guerra scatenata dall’Italia di Mussolini che costò due milioni di morti.” Comincia così la nota dell’Anpi. 

“Tanto complessa e drammatica fu la “vicenda del confine orientale” che tra le vittime delle Foibe, insieme a fascisti, collaborazionisti e cetnici, ci furono persone innocenti e anche tanti partigiani e militanti della Resistenza italiana.

È giusto, dunque, ricostruire tutta la storia: le origini dei conflitti, le responsabilità, gli odi, le aggressioni, le violenze, le vendette. Perché le frontiere divengano non un muro, ma il luogo del riconoscimento dell’altro, la porta aperta per l’amicizia fra i popoli.

Per questo l’ANPI, nel Giorno del Ricordo, ha sempre messo al centro la relazione della Commissione mista storico-culturale italo-slovena, istituita nel 1993 dai Ministri degli Esteri dei due Paesi, costituita da autorevolissime personalità della cultura italiane e slovene e approvata all’unanimità nel luglio del 2000. Questo documento è una sintesi ragionevole e meditata che mette a fuoco l’insieme delle responsabilità, è un atto ufficiale e condiviso dai due Stati e ancora oggi dalle sue conclusioni è necessario ripartire per un’analisi storica libera da propaganda di parte. 

L’ANPI è in prima fila per combattere ogni negazionismo e ogni strumentalizzazione.

E ringrazia ancora il Presidente Mattarella che, con nobile spirito europeista insieme al presidente sloveno Borut Pahor, rese il duplice omaggio alle vittime italiane delle foibe e a quelle slave della repressione fascista. Era il 13 luglio 2020 centenario del tragico incendio appiccato dalle squadracce di Mussolini al Narodni Dom (Casa del popolo slava) a Trieste che dà inizio al pogrom fascista contro gli slavi. 

Tante Istituzioni, associazioni, Università sono impegnate in queste ore a celebrare il Giorno del Ricordo con riflessioni rigorose, nella pluralità delle opinioni, evitando semplificazioni ideologiche e provocatorie che vorrebbero mettere sullo stesso piano vittime e carnefici. Tra le tante iniziative serie e meritevoli di attenzione, segnaliamo ad esempio quella odierna del Corriere della Sera: https://www.corriere.it/gli-allegati-di-corriere/22_febbraio_08/foibe-destino-trieste-valore-giorno-ricordo-libro-edicola-il-corriere-4d24a72c-88d0-11ec-9938-27d3dd3408d7.shtml?&appunica=true&app_v1=true

Per questo è davvero triste e grave che il Comune dell’Aquila e la Regione Abruzzo abbiano scelto di celebrare questa data senza la presenza di storici autorevoli, ma amici di Fratelli d’Italia e ospiti coinvolti in operazioni editoriali di estrema destra riferite a Casapound (Altaforte) e Forza Nuova (Ferrogallico).
Da rappresentanti Istituzioni dello Stato – che coinvolgono le scuole e usano i soldi pubblici – ci aspettiamo il rispetto della storia, una seria ricerca culturale, un confronto aperto e plurale. 

Se invece vogliono fare operazioni di propaganda, possono metterci il simbolo del loro partito, non quello delle istituzioni antifasciste che dovrebbero più degnamente rappresentare.”

Giorno del Ricordo: grave il comportamento di Marsilio che ignora e offende lo IASRIC

La nota dei consiglieri regionali Americo Di Benedetto, Giorgio Fedele ePierpaolo Pietrucci. “L’evento promosso domani in occasione del Giorno del Ricordo dalla Regione e dal Comune dell’Aquila si presta a evidenti critiche sul rigore storico e scientifico con cui affronta questa delicata e drammatica pagina della storia nazionale e sul profilo politico degli ospiti.

Ma la cosa più grave e sconcertante è la scelta da parte della Regione Abruzzo di ignorare completamente la sua struttura di riferimento, che ha esattamente lo scopo di promuovere l’approfondimento e lo studio sulla storia contemporanea: l’Istituto Abruzzese per la Storia della Resistenza e dell’Italia Contemporanea.

L’Istituto, sorto con la Legge Regionale 14 giugno 1977, n. 27 come Istituto Abruzzese per la Storia d’Italia dal Fascismo alla Resistenza, è poi diventato (con la L.R. 142/1998) Istituto Abruzzese per la Storia della Resistenza e dell’Italia Contemporanea.

L’Istituto ha il compito istituzionale di raccogliere, ordinare e divulgare documenti, testimonianze e pubblicazioni che interessano la storia dell’Italia contemporanea con particolare riguardo alle vicende connesse alla nascita del fascismo, all’antifascismo, alla resistenza e all’Italia repubblicana, oltre a promuovere lo studio e la conoscenza dell’Abruzzo contemporaneo.

È dunque inaccettabile che il Presidente Marsilio decida di coinvolgere la Regione Abruzzo in una celebrazione di questo valore senza avvalersi delle competenze e del contributo di storici e ricercatori del proprio istituto, tutti di indubbio valore culturale e di specchiata capacità critica e analitica. 

Si potrebbe sospettare che, in questo modo, si sia voluta sacrificare la qualità, la pluralità e l’equilibrio di un patrimonio di approfondimento storico istituzionale e qualificato, per far posto a posizioni politiche di parte che possono essere legittime per una forza politica, ma sono inaccettabili per una istituzione pubblica, espressione di tutti gli abruzzesi.”

 


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