L’AQUILA – “Proteggere il patrimonio. Rinnovare, resistere, reinventare” è il tema scelto in Italia per l’edizione 2026 delle Giornate Europee del Patrimonio, promosso dal Consiglio d’Europa con il titolo “Heritage at Risk: Revive, Resist, Reimagine”.
L’iniziativa richiama l’attenzione sulla tutela dei beni culturali e paesaggistici, sempre più esposti agli effetti di eventi naturali e climatici estremi, oltre che alle conseguenze delle guerre in corso. Al tempo stesso, il tema sottolinea l’importanza di rendere il patrimonio vivo, accessibile e capace di dialogare con le esigenze della società contemporanea.
In questo contesto, l’Archivio di Stato dell’Aquila dedica l’edizione 2026 alle aree interne dell’entroterra appenninico, con particolare attenzione ai territori colpiti dal sisma del 2016, a dieci anni dal tragico evento.
Il patrimonio archivistico come memoria delle comunità
Il patrimonio documentario rappresenta uno strumento fondamentale per la costruzione della memoria storica e dell’identità dei territori. Rendere vivo un archivio significa metterlo in relazione con le domande del presente e renderlo accessibile a cittadini, studenti e comunità, anche nell’ottica del welfare culturale e della valorizzazione dei luoghi.
Il rischio per il patrimonio archivistico, sottolinea l’Archivio di Stato, è quello di non riuscire a svolgere pienamente il proprio ruolo nella costruzione dell’identità delle comunità e dei territori. Le fonti documentarie raccontano infatti le società del passato, le collocano nel contesto storico generale, ne descrivono l’evoluzione economica e sociale e testimoniano i cambiamenti del paesaggio e dei centri urbani.
La conoscenza delle radici storiche può contribuire a rafforzare il senso di appartenenza e offrire nuove motivazioni per restare nei territori e costruire al loro interno il futuro individuale e collettivo.
La mostra dedicata ai piccoli centri
Il programma prevede una mostra su pannelli dedicata alla ricerca storica sui piccoli centri della provincia dell’Aquila. Il filo conduttore dell’esposizione è rappresentato dai comuni del territorio, dei quali vengono presentati gli emblemi, le comunità, il coinvolgimento negli eventi politici del tempo e le opere pubbliche.
Tra i materiali proposti figurano documenti relativi ad acquedotti, scuole rurali e villaggi pastorali, senza trascurare il terremoto del 1915. Quest’ultimo elemento richiama anche il tema del patrimonio a rischio a causa delle catastrofi naturali e degli eventi climatici eccezionali.
A partire dalla descrizione dei fondi archivistici e dal profilo istituzionale dei soggetti produttori, la mostra presenta alcuni esempi di narrazione storica riferiti ai comuni del territorio.
La selezione dei documenti mira a rappresentare l’intera provincia, dalla Marsica all’Aquilano, dalla Valle Peligna all’Alto Sangro, includendo anche i comuni dell’ex circondario di Cittaducale, passati nel 1927 alla provincia di Rieti.
L’Archivio di Stato intende così avvicinare un numero crescente di visitatori al patrimonio documentario e alla ricerca storica, proponendosi anche come possibile partner di soggetti pubblici e privati impegnati in iniziative a favore delle aree interne.
Il programma di sabato 26 settembre
Sabato 26 settembre, alle ore 10, a Palazzo Dragonetti, all’Aquila, la mostra sarà inaugurata dalla direttrice dell’Archivio di Stato, che introdurrà il tema e illustrerà le finalità dell’iniziativa.
A seguire, la professoressa Silvia Mantini, docente di Storia moderna all’Università dell’Aquila, interverrà sul tema “La Public History: fare storia per e con le comunità con le fonti d’archivio”.
L’intervento presenterà la Public History come pratica condivisa di comunicazione della storia, rivolta a pubblici diversi e realizzata attraverso l’utilizzo delle fonti archivistiche.
Seguiranno alcuni approfondimenti dedicati a ricerche storiche condotte in diversi comuni.
Il sindaco di Cittareale, comune appartenente all’ex circondario di Cittaducale e fino al 1927 incluso nella provincia dell’Aquila, illustrerà come l’integrazione di fonti differenti possa favorire il dialogo tra ricerca storica e ricostruzione.
Sandro Coppa racconterà inoltre una vicenda rintracciata negli atti della Pretura di San Demetrio, ambientata a Fontecchio nel 1944.
Il professor Giuseppe Pichelli presenterà infine due pubblicazioni dedicate ai caduti della Prima e della Seconda guerra mondiale del comune di San Demetrio.
La presentazione del volume sulla Media Valle dell’Aterno
Il programma proseguirà domenica 27 settembre, alle ore 16.30, sempre a Palazzo Dragonetti, con la presentazione del volume Geografia storica dell’Abruzzo interno. Studi sulla Media Valle dell’Aterno di Filiberto Ciaglia, ricercatore post-doc in Geografia umana presso l’Università La Sapienza di Roma e borsista presso il CNR.
L’opera ricostruisce i processi territoriali che hanno contribuito a plasmare il paesaggio dell’entroterra abruzzese, con particolare attenzione alla Media Valle dell’Aterno.
La ricerca combina fonti diverse, dalla cartografia storica ai manoscritti conservati negli archivi del territorio, partendo dalla convinzione che la conoscenza delle dinamiche storiche possa rappresentare una risorsa per la rigenerazione delle aree interne.








