Giorgi (Monterale), “da PNRR rischio di cattedrali nel deserto”

di Antonio Fidanza | 05 Aprile 2023 @ 06:00 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Il prossimo 6 aprile ricorrerà il 14esimo anniversario del terremoto che nel 2009 colpì L’Aquila e molte zone interne della provincia. Una tragedia cui seguì un altro importante sciame sismico che tra il 2016 e il 2017 travolse l’Appennino centrale. Lo Stato in questi anni ha stanziato ingenti risorse per la ricostruzione e per il rilancio economico delle zone colpite. Ad oggi però il rischio è rappresentato proprio dall’enorme ”quantità di fondi arrivati in questi territori in cui si rischia di costruire delle cattedrali nel deserto se non si predispone una strategia coordinata che invogli le persone a tornare”.

E’ quanto afferma il sindaco di Montereale Massimiliano Giorgi in un report condotto da Abruzzo Openpolis che attraverso un confronto con il primo cittadino, ha effettuato una disamina sullo stato attuale e sul futuro impatto del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, cui ultimamente si sono aggiunte anche le risorse messe a disposizione dal fondo complementare al PNRR (Pnc), sul territorio.

“Tra i comuni abruzzesi”, si legge nel report, “ce ne sono circa una decina che rientrano sia nel cratere del 2009 che in quello del biennio 2016-17. Uno di questi è Montereale. Qui grazie ai fondi del Pnc saranno realizzati diversi interventi di riqualificazione sia di edifici che di spazi pubblici, oltre che di impianti sportivi e sulla viabilità”.

Secondo il primo cittadino le risorse sul territorio non sono mai mancate. “Tutti i governi che si sono succeduti dal 2009 ad oggi hanno garantito un flusso di denaro che ci ha permesso di programmare e di mettere a terra investimenti. Al di là della ricostruzione delle abitazioni private, ci sono molti interventi che riguardano le infrastrutture. Dalle strade alla fibra. Noi oggi abbiamo la possibilità di portare le connessioni veloci in ogni piccolo centro montano.

“Pertanto”, continua Giorgi “il ritorno nell’immediato c’è, perché si creano opportunità per le imprese e i lavoratori. Il problema però è a lungo termine: rischiamo di fare tante belle cose che potrebbero rimanere inutilizzate e diventare delle vere e proprie cattedrali nel deserto. Tante persone sono andate via e quando se ne vanno difficilmente tornano. A meno che lo Stato centrale non renda conveniente la vita in questi piccoli centri”.

Secondo Giorgi tale tendenza può essere invertita. Le proposte sul tavolo ci sono, come ad esempio introdurre la possibilità di un giorno a settimana di smart working per i dipendenti pubblici a favore di chi ha una casa nei comuni con meno di 3mila abitanti e che sorgono nelle aree interne o investire sugli asili nido”.

La misura del Pnc dedicata alle aree terremotate si articola in due componenti. La prima è detta “Città e paesi sicuri, sostenibili e connessi” dedicata agli enti locali e dal valore complessivo di 1,08 miliardi di euro. La seconda invece è denominata “Rilancio economico e sociale” e vale 700 milioni indirizzati principalmente alle imprese.

La risorse afferenti alla prima voce sono già state parzialmente assegnate ed è quindi possibile capire come si distribuiscono sui territori e cosa vanno a finanziare. Per quanto riguarda la misura B invece, quella che contiene i fondi dedicati agli incentivi per lo sviluppo delle imprese, i bandi si sono chiusi a novembre ma ad oggi ancora non sono stati resi pubblici gli esiti.


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