Gioco d’azzardo, l’Abruzzo capofila del vizio. All’Aquila 1700euro procapite annui di puntate

di Alessio Ludovici | 02 Ottobre 2020 @ 06:02 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Abruzzesi forti, gentili e …ludopatici. A confermarlo ancora sono i dati dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Quest’ultima ha recentemente presentato il Libro Blu per il 2019 ed emerge che gli abruzzesi dedicano al gioco d’azzardo la cifra procapite più alta tra tutte le regione italiane. Secondo la pubblicazione annuale dei Monopoli, che riporta i dati principali “Raccolta, Spesa, vincite, incassi erariali” sul mercato del gioco d’azzardo legale in Italia, il volume di denaro giocato in Italia nel 2019 è aumentato del 3,5%, attestandosi sul valore di 110,54 miliardi di euro mentre la Raccolta pro capite, calcolata sulla popolazione maggiorenne residente in Italia censita dall’Istat, è pari a  circa 2.180 euro. 

conte monopoli

Il fenomeno della ludopatia è da tempo attenzionato anche dalle autorità sanitarie, tanti i pazienti in carico presso le Asl e i Ser.T. provinciali con percorsi dedicati alla cura e al reinserimento  sociale  delle  persone  con  patologie correlate al Gioco d’Azzardo Patologico.

Il gioco d’azzardo, infatti, è considerato patologico (G.A.P.), una forma “dipendenza senza droga” che può avere conseguenze serie sulla salute, in particolare per quanto riguarda l’equilibrio mentale, e sul versante economico, con rischi di essere ossessionati dal bisogno di procurarsi denaro. 

In Italia si gioca prevalentemente alle slot machine, alle Videolottery, ai Gratta e Vinci e al Lotto, almeno per quanto riguarda le reti fisiche. Ci sono poi i servizi online, qui la fanno da padrone giochi di carte e giochi di sorte a quota fissa ma in aumento ci sono anche i giochi a base sportiva.

All’Aquila del fenomeno delle ludopatie si è discusso più volte dopo il sisma, al momento, su base provinciale, L’Aquila si piazza quasi in top ten nazionale per spesa procapite, superata però dalle provincie di Teramo, addirittura seconda, e Pescara. 

La questione è sbarcata anche in Consiglio comunale. Diverse le proposte per limitare il fenomeno e i suoi risvolti patologici, come ad esempio la limitazione degli orari di apertura delle sale slot, o la riduzione della Tari per quegli esercizi che dismettono le macchine per il gioco. In ultimo nell’annunciato, a metà agosto, nuovo Piano del Commercio la previsione di impedire l’apertura di sale slot e simili all’interno del centro storico dell’Aquila. Il Piano, anticipato con una presentazione in consiglio dall’Assessore al commercio, Raffaele Daniele, ancora non torna nell’assise per l’approvazione definitiva. 


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