Gianni Letta e la sua seconda giovinezza, così si destreggia nel risiko del governo

di Redazione | 15 Luglio 2020 @ 12:37 | POLITICA
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Un’intera pagina del Corriere della Sera dedicata a uno dei personaggi politici del momento. Quel Gianni Letta, ex sottosegretario, che da abruzzese una avuto un ruolo chiave nell’emergenza e nella ricostruzione del terremoto dell’Aquila dell’era Berlusconi.

“All’ombra di Silvio Berlusconi, nella chiesa del Biscione, convivono da sempre il «rito ambrosiano» e il «rito romano», dottrinariamente incarnati da Fedele Confalonieri e Gianni Letta. Negli anni è capitato che interpretassero posizioni differenti senza mai spingersi fino al rischio dello scisma. Così ancora oggi dicono messa insieme per il Cavaliere, e nonostante uno si riconosca nel «leghismo d’antan» e l’altro sia rimasto «democristiano», la pensano allo stesso modo su Giuseppe Conte, siccome ritengono che «al momento» non ci siano alternative a questo governo”.

“Se si parla di politica, la «giovinezza» di Letta non conta un prima e un dopo, ha solo vissuto fasi alterne. E in questa fase è tornato a essere il braccio destro di Berlusconi. Persino chi ha osteggiato la sua linea nel partito, come Nicolò Ghedini, gli riconosce che «si sta adoperando in assoluta buona fede e nell’interesse del dottore».

“È grazie a Letta che il Cavaliere si è riposizionato al centro della scena. È Letta che — esercitando il suo potere negoziale — sta garantendo a Forza Italia un peso politico sproporzionato rispetto agli attuali consensi. C’è Letta dietro il profilo «europeista e responsabile» assunto da Berlusconi, che è valso il riconoscimento pubblico di Romano Prodi e di Carlo De Benedetti, suoi storici avversari. Ed è sempre Letta l’artefice di un cambio di clima persino con Luigi Di Maio, al punto che Matteo Renzi — analizzando la mappa del potere attraverso la lente delle nomine — l’altro ieri commentava: «I grillini si sono messi a difendere gli interessi del Cavaliere, buon per lui».”

E conclude il Corriere: “Se Letta (e Confalonieri) dicono che «al momento» non ci sono alternative a Conte, un motivo ci sarà…”


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