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Geolier travolge L’Aquila: Collemaggio esplode sotto un cielo azzurro Napoli

Geolier travolge L’Aquila: Collemaggio esplode sotto un cielo azzurro Napoli
Geolier conquista L’Aquila e chiude il Summer Festival Tour 2026 alla Perdonanza Celestiniana: Collemaggio canta Napoli sotto un cielo tornato azzurro.

L’AQUILA – Prima la pioggia battente, poi l’azzurro. E quando le nuvole hanno lasciato spazio al sereno, al Parco del Perdono è arrivata Napoli. Geolier ha conquistato L’Aquila nella serata del 25 agosto, regalando uno degli appuntamenti musicali della 732esima Perdonanza Celestiniana e chiudendo nel capoluogo abruzzese il suo Summer Festival Tour 2026.

Il violento temporale del pomeriggio aveva fatto temere per qualche ora che il maltempo potesse condizionare l’appuntamento. Poi lo scenario è cambiato: sopra Collemaggio è ricomparso il sereno e quella tonalità azzurra ha assunto quasi un significato simbolico, richiamando la città che accompagna da sempre la storia e la musica del rapper.

Tra la folla si sono verificati alcuni piccoli malori, affrontati dal personale presente senza conseguenze per lo svolgimento della serata. L’attesa per l’inizio dello show è entrata nella fase decisiva quando dagli altoparlanti sono risuonate le note di “Love in Portofino” di Dalida, scelta come introduzione registrata per accompagnare gli ultimi istanti prima dell’arrivo dell’artista.

Poi l’ingresso di Geolier, davanti a Collemaggio il prato si è trasformato in un mare di braccia sollevate e migliaia di telefoni con schermi luminosi hanno seguito i movimenti del rapper, immortalando l’avvio del concerto.

Sul palco Emanuele Palumbo ha trovato davanti a sé una folla pronta a seguirlo. Non semplici spettatori, ma migliaia di voci diventate parte dello show. Dai primi pezzi fino al momento conclusivo, l’esibizione è stata accompagnata da entusiasmo e testi intonati a squarciagola.

Una partecipazione capace di cancellare idealmente la distanza tra artista e platea. Collemaggio, per una notte, ha cambiato volto: non soltanto luogo dello spettacolo, ma enorme cassa di risonanza delle emozioni di chi era presente.

A rendere particolare l’appuntamento è stata anche la varietà generazionale degli spettatori. Tanti ragazzi sono arrivati insieme ai genitori, trasformando la serata in un’esperienza condivisa dalle famiglie. Un’immagine che racconta la forza attrattiva raggiunta dal ventiseienne, capace di parlare soprattutto ai giovani senza lasciare fuori chi li accompagna.

A scandire la notte di Collemaggio è stata anche una sequenza di brani che ha trascinato il pubblico dentro l’universo musicale di Geolier.

l viaggio è passato da “El Pibe de Oro” a “Nu parl”, per proseguire con “081”, “Stelle”, “Per sempre”, “Chiagne”, “Moncler” e “Fotografia”. L’intensità non è calata con “P Secondigliano”, “I p’ me, tu p’ te” e “Come vuoi”, fino alle sonorità di “Give You My Love”. Una successione serrata, accompagnata dalle voci degli spettatori, che hanno cantato insieme al rapper trasformando ogni ritornello in un momento collettivo.

Tra i passaggi più intensi, “Canzone D’Amore” ha raccolto una risposta travolgente. Il pezzo, tra i più apprezzati dell’estate e contenuto nell’album “Tutto è Possibile”

Dietro Geolier c’è Emanuele, quel ragazzo che molto prima della notorietà immaginava tutto questo nella propria camera.

Nella sua fantasia esistevano già un palco e persone davanti a lui. Quell’immagine costruita da bambino è diventata concreta, fino ad arrivare alla notte aquilana che ha concluso il viaggio estivo del 2026.

Da quel ricordo è nato anche uno dei messaggi più sentiti rivolti ai presenti. Geolier ha espresso gratitudine verso chi continua a sostenerlo, definendo il pubblico una delle benedizioni della propria vita. Le sue parole hanno poi lasciato spazio a un invito semplice: credere nei propri obiettivi e non arrendersi.

Così Geolier ha salutato la sua estate musicale: con L’Aquila che cantava insieme a lui e Collemaggio attraversata dalle sonorità di Napoli. Una notte iniziata sotto il segno del maltempo e terminata con un’immagine completamente diversa: un cielo limpido, una folla unita e un sogno cominciato nella stanza di un dodicenne diventato, molti anni dopo, realtà.